Auguri ai nostri lettori con l’esposizione solare a forma d’infinito!

Analemma IMG-20181230-WA0035 by P.G.

L’ analemma (dal greco ανάλημμα, “basamento, sostegno”) è una forma di otto o “lemniscata” (foto) che si ottiene da un’ esposizione fotografica del Sole per OGNI GIORNO dell’anno, esattamente alla STESSA ORA, nella STESSA LOCALITA’ con la fotocamera puntata sempre esattamente nella STESSA DIREZIONE e sovrapponendo poi tutte le immagini (o almeno una parte significativa).

Dalla figura ad “8” e dal concetto di ciclicità annuale del segno è derivato il simbolo di INFINITO usato in matematica.

Perchè questa forma?
Ciò è dovuto a:

1) INCLINAZIONE dell’asse terrestre rispetto all’orbita (circa 23 ,5 gradi).

2) Forma di ELLISSE dell’orbita terrestre.

Queste due cause fanno sì che l’altezza massima sull’orizzonte che il Sole raggiunge NON è uguale giorno dopo giorno (Causa 1) e NON con la stessa periodicità di 24 ore (Causa 2);
L’ effetto combinato è la figura descritta.

La distanza tra la parte superiore dell’8 e la sua estremità inferiore è prodotta dalla declinazione del Sole (inclinazione dell’asse terrestre), mentre la “larghezza delle pance” indica lo scostamento della posizione del Sole (in anticipo o in ritardo rispetto al tempo “medio” dato dagli orologi), prodotto dal moto irregolare di rotazione della Terra nel suo percorso orbitale ellittico.

L’inclinazione dell’asse della figura (/) dipende dall’ ora scelta per il fermo immagine:

\ Ore Antimeridiane
| Mezzodì
/ Ore Pomeridiane (caso della foto)

Più adagiato sarà l’asse sull’orizzonte e più l’ora scelta per il fotogramma è vicina al sorgere o al tramonto

Se l’orbita terrestre fosse perfettamente circolare e centrata attorno al Sole e l’asse terrestre fosse perpendicolare all’orbita, il Sole apparirebbe sempre nella stessa posizione ogni giorno alla stessa ora e non si avrebbe alcun analemma, (Avremmo un punto!).

Se l’orbita fosse circolare ma con l’asse inclinato, i due lobi della figura sarebbero perfettamente uguali e simmetrici.

Se l’asse non fosse inclinato ma su orbita ellittica, l’analemma sarebbe costituito da un segmento rettilineo in senso orizzontale (Est-Ovest).

Una curiosità. C’è chi si diverte a “disegnare” l’analemma del Sole visto da altri pianeti, ad esempio su Marte. In quel caso, per i parametri dell’orbita e dell’ asse del pianeta rosso, la figura assomiglia ad una ….goccia.
Buon Analemma… Buon Anno!

icons8-ancora-40Paolo Giannetti

Lucia D’Aleo

A me piace chiamarla Stella Cometa ⚓

Ph. By: Gerald Berliner
Ph. By: Gerald Berliner
🔭
Questa notte (cielo sereno permettendo..) potremo osservare la “Cometa di Natale”!!!!
Sarà alla minima distanza dal nostro Pianeta (passerà a ‘soli’ 11,5 milioni di chilometri..) e al massimo della visibilità.
Si potrà scorgere accanto all’ammasso delle Pleiadi, qualche ora dopo il tramonto e la condizione ideale per osservarla è lontano dalle luci delle città.
Questa cometa si chiama
’46P WIRTANEN’
in omaggio al suo scopritore, Carl Alvar Wirtanen
(1910 – 1990), un astronomo
statunitense, a cui va il merito di avere osservato per la prima volta anche otto ‘asteroidi’, di cui uno, chiamato con una fredda sigla “(29075) 1950 DA” ma che presenta una discreta probabilità di impattare la Terra nell’anno 2880!😳Che differenza c’è tra una COMETA, un ASTEROIDE e un METEORITE?☄
La COMETA è un corpo celeste, composto prevalentemente da ghiaccio. Una specie di “palla di neve sporca”, contenente sostanze volatili come biossido di carbonio, metano e acqua ghiacciati mescolati con polvere e altri minerali. La “sublimazione” (passaggio diretto dallo stato solido a quello aeriforme) che avviene quando la cometa è in prossimità del Sole causa la formazione della CHIOMA (una nube rarefatta che si genera attorno al nucleo) e della CODA (nube che si allunga dalla chioma nella direzione del vento solare).🌕
Cosa è un ASTEROIDE?
Gli astronomi definiscono pianeta ogni corpo freddo o inerte (non dotato di luce propria) che percorra un’orbita intorno al Sole. In questa categoria rientrano dunque, non solo i 9 più noti del nostro sistema solare, ma anche un gran numero di corpi celesti più piccoli che percorrono orbite attorno al Sole e con caratteristiche fisiche analoghe ai maggiori. Essi vengono appunto denominati Asteroidi o “Pianetini” e si stima che ne esistano circa 300.000, la maggior parte dei quali orbita tra Marte e Giove.
L’ asteroide più grosso è Cerere, (diametro di circa 950 km), seguono Pallade e Vesta di circa 550 km di diametro. I pianetini più grandi sono quasi sferici, però forme allungate e irregolari sono comuni tra quelli di diametro inferiore a 150 km. La maggior parte degli asteroidi ruota attorno al proprio asse, con periodi (giornate) comprese tra le 6 e le 20 ore;🌠
Un METEORITE è il residuo di un piccolo Asteroide o Pianetino dopo il processo di “ablazione” (distacco di materiale dalla superficie per vaporizzazione ed erosione ) che avviene nel suo passaggio attraverso l’atmosfera, incendiandosi e bruciando completamente prima di raggiungere il suolo terrestre. La scia luminosa che si forma per pochi secondi è chiamata meteora, bolide o “stella cadente”.
icons8-ancora-40Paolo Giannetti

La magica notte più lunga dell’anno ⚓

Ph. By Keong Anggora
Ph. By Keong Anggora

 

 

PERCHE’ S. LUCIA NON È IL GIORNO PIU’ CORTO CHE CI SIA? Sarebbe corretto dire “NON LO E’ PIU’ …dal 1582! Tutti conoscono il detto «Santa Lucia: il giorno più corto che ci sia». Il 13 dicembre viene infatti preso a riferimento come il giorno (arco diurno) più breve dell’ anno, cioè quello in cui si registra il minimo intervallo di tempo tra l’alba e il successivo tramonto e dopo il quale le “giornate” tornano di nuovo ad allungarsi: Il poeta inglese John Donne descriveva questo giorno, in un sonetto, come «la mezzanotte dell’anno». In realtà tale condizione si verifica, dati astronomici alla mano, nel giorno del SOLSTIZIO che cade invece il 21 o il 22 di dicembre (quest’anno il 21). Questo perchè? La “colpa” di questo sfasamento tra la tradizione e la realtà va attribuita alle conoscenze astronomiche non del tutto precise degli antichi Romani. Nel 46 a.C., infatti, Giulio Cesare dette incarico di mettere ordine nel calendario in uso all’epoca, che vedeva continui sfasamenti. Il calendario giuliano fu un deciso passo avanti, grazie all’introduzione del mese bisestile ogni quattro anni. Il “giorno in più” serviva, come accade ancora oggi, a recuperare la differenza tra i 365 giorni dell’anno segnati normalmente dal calendario e i 365 giorni e 6 ore che rappresentano l’effettiva durata del tragitto che la Terra compie attorno al Sole. (Sei ore in più, per quattro anni, danno appunto la durata di un giorno, che dovrebbe riportare in pari le cose). Purtroppo, però, le 6 ore usate dai Romani per il calcolo dell’anno bisestile erano solo una approssimazione della durata esatta dell’anno solare che è (ancora più precisamente) di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. La differenza, in meno, è appena di undici minuti, ma abbastanza grande da portare, nel corso dei secoli, ad accumulare un ritardo che dopo quasi 15 secoli era arrivato attorno ai dieci giorni. Nel Medioevo il Solstizio era dunque più vicino al giorno di Santa Lucia che al 21 dicembre, giustificando pienamente il detto popolare. Fu solo nel 1582 che le cose vennero rimesse a posto. Papa Gregorio XIII che diede il via al calendario gregoriano e decise di far “saltare il mondo” dal 4 al 15 ottobre: i giorni in mezzo, quelli dal 5 al 14 ottobre del 1582, per molti dei nostri calendari non sono mai esistiti. Dopodiché, per evitare nuovi slittamenti come nel calendario di Giulio Cesare, il meccanismo scelto da Papa Gregorio introdusse un sistema di compensazione che in corrispondenza dell’inizio del secolo fa saltare l’anno bisestile (e siccome anche così il calcolo non è del tutto preciso, pure questa regola ha però la sua eccezione e lascia bisestili gli anni corrispondenti al secolo che siano divisibili per 400, motivo per cui il 2000 fu bisestile così come lo sarà il…2400 !). Dal 1582 dunque il solstizio si è spostato nelle date che conosciamo oggi, anche se non tutti i Paesi adottarono il nuovo calendario nello stesso anno: John Donne che abbiamo già citato scrisse il suo sonetto all’inizio del 1600, cioè dopo la riforma, ma in Inghilterra il calendario gregoriano fu adottato solo nel 1750 e quindi per lui il solstizio era ancora attorno al 13 dicembre. Anche l’insurrezione bolscevica di Pietrograd del 1917 avvenne a ottobre per Lenin e i suoi compagni (in Russia si usava ancora il calendario giuliano) ma a novembre per gran parte del resto d’Europa. Gli appassionati di astronomia segnalano che, in ogni caso, attorno al 13 dicembre qualcosa nelle nostre giornate succede. È in questi giorni, infatti, che l’ora del tramonto del Sole arriva, secondo i nostri orologi, al suo minimo annuale. Per una complicata combinazione nei calcoli dell’”ora media”, (quella che segnano i nostri orologi), e dell’ “ora solare”, da oggi in poi il tramonto comincia a ritardare a poco a poco ogni giorno, dando l’impressione che i giorni siano già tornati ad allungarsi.

Auguri, comunque, a tutte le Lucia!

icons8-ancora-40Paolo Giannetti