Io Sono…

…Lucia D’Aleo.

lucia

Questo Blog aspettava da anni.  Anni in cui il dolore aveva riempito la mia Presenza umana e nascosto le parole dell’Anima.  E bloccato le mie mani che non riuscivamo più a scrivere nemmeno la lista della spesa, un’agenda oppure una poesia.

Il mio dolore è di quelli che annientano, antico di anni terreni e di vite dimenticate, quella saudade penetrante che accompagna come un tatuaggio che ami ma vorresti cancellare.  Quell’inquietudine creata dall’attesa di un’alba che non arriva mai, anche quando sai che ogni giorno il sole sorge e fa scomparire il buio della notte.  Un dolore di vite e vite passate non ricordate che hanno seppellito lo scopo primordiale della nostra Anima.  Quel tipo di dolore che blocca gli arti e il cuore facendoci scappare dalla nostra stessa essenza, ma soprattutto dall’azione.

Oggi sono qui perché finalmente un giorno d’inverno mite ho incontrato il mio daimon.  Lo avevo prima sognato – gli eventi più importanti della mia vita si sono sempre preannunciati con i sogni –  e poi si è finalmente presentato nella mia vita, perché i suoi messaggi inascoltati stavano provocando la mia sparizione dal mondo dell’Essere.

Il mio Daimon si chiama Riccio, perché è un riccio.  Da ancora prima di sapere chi fosse mi bisbigliava quali fossero i miei talenti, ma come vi ho detto ero sorda a tutto quello che doveva far passare la profonda conoscenza di sé in azione.

Ma passiamo adesso al Drago: nel 2006 si presenta come il più grande dei draghi della mia vita, tessendo una tela così perfetta contro di me che non sembrava nemmeno più un drago, ma un’aracnide tra i più esperti ed io in quella tela ci sono proprio entrata da sola, nel modo più stupido e tipico dei grandi idealisti poco riflessivi e dopo poco tempo perdo il mio lavoro.

Sono stata un Addetto Stampa della FAO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che tenta da sempre di eliminare dal mondo uno dei problemi più gravi: la fame.  Forse vi racconterò perché non ci riesce.

A quel tempo ero una persona.  Poi solo una madre, e questo piccolo fatto ha cambiato la mia vita.  Quando sei madre nessuno più ti riconosce come persona e la violenza morale che subiscono milioni di donne come me non conta.  Nessuno ne parla.  I lividi sono invisibili.  La lacerazione della violenza morale non la può mostrare nessun media che si rispetti se non sai descriverla proprio bene.  E nemmeno allora.

Sono stata una specie di bradipo invisibile al mondo per 12 anni.  Le persone che mi hanno adulato un tempo non rispondono nemmeno ad una mia mail concisa e seriamente affettuosa, che scrivo solo di rado a quelle persone di cui avevo stima.

Ora la verità è arrivata forte e chiara: io ho il compito di dire, scrivendo, che è veramente il mio mestiere, tutto quello che ho dentro.  E che sia la verità di tutte le persone che apparentemente non contano nulla come me.

Pensate che tutto questo non c’entri con la spiritualità?

Questo ed altro, che sia mio o vostro, E’ la Spiritualità.

 

 

 

 

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