La Grandezza Invisibile

Ph.By Ahmad Odeh
Ph.By Ahmad Odeh

 
Ti sei mai chiesto se esiste l’Anima?

Probabilmente no, quasi certamente l’hai data per scontata da sempre, come la grande maggioranza di noi ha fatto.

Secoli e secoli di storia sono pieni di questa perfetta triade umana: corpo, mente, che poi è nel corpo, e Anima, che, quasi certamente si trova nel corpo, ma non ne esiste prova scientifica.

Non l’abbiamo mai vista la nostra Anima, appunto, eppure non abbiamo mai posto in discussione che ci sia. Dove? Dentro di noi da qualche parte, indiscutibilmente. Si potrebbe semmai studiarne l’ubicazione, soppesarne la consistenza: su quest’ultima si sono formulate ipotesi derivanti da alcuni esperimenti scientifici iniziati nel 1907 dal medico statunitense Duncan MacDougall dove si ipotizza un peso dell’Anima pari a 21 grammi.

Comunque Essa esiste. C’è.

E comunque, tutto quello che di più “sostanzioso” riguarda l’esperienza umana non ha “consistenza” propria. I sentimenti, infatti, non sono percepibili dai 5 sensi umani. Essi possono avere conseguenze materiali, ma di per sé non hanno consistenza materiale e non li vediamo! Possono provocare conseguenze meravigliose o fatali e creare altra materia viva, ma in origine non hanno alcuna “visibile” consistenza, eppure travolgono qualcosa dentro di noi che provoca sensazioni che milioni di parole non possono che tentare di descrivere.

Così è Dio.

Perché millenni di discussioni sull’esistenza di Dio, che poi, non è separato da noi in alcun modo?

Non abbiamo mai visto Dio.

Eppure quante conseguenze della Sua innegabile esistenza sono attorno a noi, dentro di noi, noi stessi?

Quanto appare semplice e straordinario Dio considerato con così poche parole.

LD’A.

La guarigione del “Lasciare Andare”

Il silenzio del Nautilo, Disegno di Lucia D'Aleo
Il silenzio del Nautilo, Disegno di Lucia D’Aleo

 

Che la vita sia una guerra da vincere attraverso innumerevoli battaglie, è un concetto obsoleto, ma terribilmente radicato ancora nella maggioranza di noi.  Siamo convinti che la pace può arrivare solamente attraverso la guerra.

E’ una delle convinzioni più radicate di noi uomini che abbiamo in effetti molti e gravi problemi da risolvere.  Si sa però, che tanto più una convinzione è radicata, tanto più difficile è cambiarla fino ad estirparla, fino a farla diventare con il cambiamento del pensiero, rinnovamento, rinascita.

Davanti ai nostri problemi, pur grevi o gravi che siano, noi usiamo violenza contro noi stessi, ostinandoci nel perseguire sentieri che ci hanno già impedito di trovare la strada maestra per la soluzione.  E perseguiamo nella lotta che crediamo ci porterà al cambiamento.  E non si può, infatti “non fare”. Non è questo il punto. Non stiamo parlando delle azioni necessarie e sane per affrontare un problema.  Non stiamo parlando di passività, inerzia, abbandono.

Si parla della violenza che usiamo contro noi stessi quando abbiamo fatto molti tentativi e siamo molto stanchi.  Fatti i razionali tentativi e usata ogni chiave per trovare la soluzione, comincia la violenza, la testardaggine, l’affanno e le notti insonni e il pianto disperato che segna il volto. E la malattia.  Tutto diventa lotta estenuante che stordisce i sensi e non lascia intravedere vie d’uscita.

Questo è il comportamento del nostro Ego, che sinceramente crede, e con grande convinzione, che se smettiamo di “fare”, affannosamente lottando, le cose non solo non cambieranno, ma addirittura peggioreranno.

No. C’è un luogo di grande pace dentro di noi con il quale dobbiamo connetterci in silenzio sacro e riposare.  E’ il luogo della “resa”, che non è arrendersi con passività…no. E’ un momento senza un tempo stabilito di un riposo dell’Anima.

E’ quel momento benedetto dove l’equanimità permette ad altre prospettive d’essere scorte, alle soluzioni mai pensate di rivelarsi naturalmente ringraziando Dio con il quale stiamo collaborando.

Da questo luogo di pace assoluta della resa sana e balsamica siamo in grado di fare il prossimo passo che potrebbe significare …non fare alcun passo!

E’ seguire l’onda e non resistere più, perché la resistenza assoluta crea solamente altra resistenza e impedisce il flusso di una vita migliore.

Quando siamo davvero molto stanchi di lottare per ogni istante della nostra vita, è forse tempo di smettere di farlo, semplicemente, scivolando nell’abbraccio di quello straordinario “Qui e Ora” che ci permette di non lottare più.

Per cambiare le cose, molto più spesso di quanto crediamo, è necessario smettere di provare a cambiarle.

LD’A

C’era una volta il Channeling. E c’è ancora.

Monte Sinai, Foto di Ken Treloar
Monte Sinai, Foto di Ken Treloar

Vi è scritto nella Bibbia, nel Libro dell’Esodo, che Mosè ricevette da Dio le Tavole della Legge, sul Monte Sinai, in seguito a un Incontro.

Inizialmente, il Creatore disse a Mosè di raggiungerlo sul monte e restare lassù, in attesa di ricevere i comandamenti da Lui scritti per istruire il popolo. Mosè salì e restò sul Sinai insieme al suo aiutante Giosuè. Rimasero sulla vetta per quaranta giorni e quaranta notti, con la nube del Signore che vi dimorò per un totale di sei giorni. Il rabbino per antonomasia, così considerato dai fedeli ebrei, avrebbe ricevuto le Tavole della Legge per tramandarle ai posteri, rappresentando così un tramite tra Dio e gli uomini.

Ora, una cosa che a raccontarla anche in tutte le salse, sembra tra le più naturali del Mondo. Tuttavia, fermandoci un attimo e cercando d’immaginare come questo sia accaduto, potremmo essere assaliti dallo sgomento. Difficilmente però ci fermiamo a immaginare cose che ci vengono date per scontate da secoli e secoli. Così è e non credo ci si ponga alcun problema. Ci abbiamo sempre creduto.

Per gli ebrei e per i cristiani i libri della Bibbia non sono nati dall’iniziativa degli autori umani, che sono degli «strumenti», ma da un’ implicita intenzione e volontà di Dio. La Scrittura non è soltanto il resoconto delle parole di Dio, né tanto meno contiene solo la rivelazione fatta da Dio attraverso le sue parole e i suoi gesti salvifici, ma è realmente «Parola di Dio», non un riassunto, espressa in parole umane.

Dio è autore della Scrittura, come ne è autore l’uomo.

Quando Dio dettò le tavole della legge a Mosè ebbe inizio quello che oggi viene chiamata “canalizzazione”, meglio conosciuta come Channeling, ovvero, l’ascolto immediato e certamente diverso dall’ascolto derivante dall’udito umano. Un sentire immediato nella mente.

E dunque Mosè è il primo channeler della storia!

Il primo ad aver canalizzato la Parola di Dio.  Come serve un canale per un corso d’acqua, ci sono esseri umani-canali dei messaggi di Dio e del Mondo Spirituale.

Oggi, si parla molto e spesso a sproposito del Channelling, o canalizzazione, ma Oggi è solo un’era in cui ci sono molti più Mosè e in cui i messaggi di Dio e di tutto il Mondo Spirituale ci vengono donati abbondantemente perché siamo sicuramente più in grado di comprenderli.

Il fenomeno del channeling dunque, che sembra così new age, non è che un fenomeno antico quanto l’uomo: la manifestazione di Dio alle sue Creature, attraverso persone che per purezza di cuore sono tra gli esseri umani più ricettivi, veicoli per il Mondo Spirituale che diffonde i messaggi di Dio, primo tra tutti il fatto che siamo tutte sue meravigliose particelle.

A giorni, una mia intervista a Marina Schettino, la “voce” di Santa Chiara, che ho conosciuto personalmente e che ci racconterà come ‘è diventata strumento e veicolo di questa straordinaria Creatura.

LD’A.

 

 

 

 

Vi presento gli argomenti ABC!

ABC-unsplash
E’ durante il viaggio che avvengono le cose più importanti e decisive per raggiungere una meta.

Rimane immutabile lo scopo del mio blog, leggere o rileggere la pagina in cui lo presento ha in sé le motivazioni principali.

Ogni giorno, vivendo la vita che è fatta di osservazioni, sensazioni, amore e anche odio, e luce e buio, e paura con quei fugaci attimi di coraggio che cambiano in meglio la vita, ho dato molto più spazio alle mie Divagazioni, seguendo l’Anima, il cuore, le passioni e i miei stessi bisogni. Tuttavia ero un po’ perseguitata da un vago senso di colpa perché ho scritto molto meno di tutte quelle fronde, rami, frutti, radici profonde dell’Albero Spiritualità.
Leggo e osservo come intricato sia lo scrivere di un argomento così inevitabilmente legato alla nostra stessa esistenza e fatto… di noi stessi!

E quante complesse parole infarcite da scopi trasparenti come lo sguardo.

Dietro ad uno sguardo vi è l’Anima di un essere umano, di un animale.

Dietro a uno scritto, lo scopo di chi scrive.

E quante parole stupefacenti seguite da cuori e meraviglie e lasciate agli algoritmi, ma non ai fatti della vita, alla meraviglia di foto straordinariamente attraenti, ma non partecipazione per il dolore altrui. Quante persone note negli ambienti “esoterici” che, oltre le parole, non ci sono.

No. Frequento queste persone e ne leggo le Anime da anni. Non lasciate sole le persone!

Le discrepanze tra il dire e il fare non possono più far parte della Spiritualità-Esistenza primaria degli esseri umani.

Colmi i blog di macedonie di spiritualità.  Milioni di libri a nostra disposizione e ricche le città di eventi e seminari per persone già in cammino, già piene di domande in cerca sempre più di risposte che sembra debbano provenire da ovunque tranne che da loro stesse. Comunque in qualche modo consapevoli.

A distanza di poco più di tre mesi, ho molto più chiaro il mio scopo: so esattamente per chi scrivo.

Per tutte le persone che sanno che c’è un qualcosa in più in Dio e Noi e il Mondo e i Mondi, ma non sanno da dove cominciare. Per coloro i quali hanno nell’Anima quella necessaria inquietudine che li spinge a cercare.

Per la gigantesca parte di persone e viaggiatori che non sa nemmeno che cosa sia la reincarnazione o la nega a prescindere dall’aver letto alcunché sull’argomento, oppure, semplicemente, crede che l’ultimo ad aver parlato al mondo di Dio sia stato Gesù, ignorando totalmente cosa sia il Channelling, o non avendo nemmeno la minima idea che siano esistite persone come Gustavo ROL, Allan Kardec o mille altri testimoni che ci hanno donato il loro stesso dono.

Anche solamente attraverso la lettura di anni di commenti sui gruppi dei vari social, mi sono resa conto che un’enorme fetta di esseri umani ignora che la fede possa essere diversa da quanto “praticato” semplicemente attraverso la ritualità a cui siamo stati indotti dal cattolicesimo più buio.

Io vi amo, e scrivo per me e per voi.

Lo faccio quando ho il cuore pieno di parole vere, quando è nata un’idea vera da regalare quando trovo le parole giuste, quando sempre e comunque seguo il cuore e non un piano editoriale!

E per questo vi parlerò di spiritualità per argomenti ABC.

Voglio essere una vostra piccola luce sapendo che guidate una barchina.

Voglio poter essere a vostra disposizione per esprimere la grandezza dell’esistenza nella più straordinaria semplicità.

E non sarà facile.

 

LD’A