Missione in corso: compassione

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In una chiesa vuota d’Anime e corpi sono entrata una domenica mattina investita da nuvole dense d’incenso che soffocava, piuttosto che purificare.  Le poche presenze erano in maggioranza anziane signore.  Chierichetti ormai decisamente avanti con l’età per tale appellativo raggiungevano un numero decisamente ridondante, più dei fedeli presenti, almeno all’inizio. Quasi tutte le anziane signore si contendevano l’attenzione dell’altrettanto anziano parroco ancora imponente nel paramento verde, malgrado il grigiore dei capelli. Dai piedi del pulpito, egli stendeva lo sguardo fino agli ultimi banchi, per contare le pecorelle presenti e soprattutto le assenti e il suo sguardo non benevolo mi portava indietro in un tempo ormai, veramente passato, eppure ancora – ahimè – presente e vivo!

L’omelia era incentrata sulla fede: benevolo il Signore con chi ha fede, molta, profusioni di guarigioni a chi tocca il mantello di Gesù. Che cresca….dunque, la fede! Deve crescere…

No padre….deve trasformarsi completamente avrei tanto voluto urlare sperando in un salto quantico immediato che si realizzasse all’istante davanti agli sguardi di tutti i presenti.

Nella sua predica, dove sapientemente alternava parole in bell’italiano a qualche nota dialettale che potesse far sorridere i SUOI presenti parrocchiani, continuava a sottolineare l’importanza della non sparizione dalla chiesa a causa del mare, rivolgendo rimproveri agli assenti che per questo, oltre a gioire al mare, ne erano inconsapevoli.

Caro padre, perché non opera un miracolo di trasformazione nel suo cuore? Perché quella chiesa era vuota? Forse, proprio a causa del mare, che certo è uno dei doni più belli della Creazione di Dio!  Forse, benedire gli assenti che stavano dedicandosi al godimento del liquido sublime dono divino, sarebbe stata una piccola ma grande novità, nella sua predica. Una piccola meravigliosa opera di trasformazione!

Pensi a una madre che guarda suo figlio godere di un dono: quanto amore prova quella madre per suo figlio in questi momenti?  E non pensa quanto il Creatore moltiplichi all’infinito questa gioia vedendoci tutti gioire a nostra volta…dei Suoi doni?

Avrei voluto vedere volare le sue parole padre, ma queste rimanevano di piombo fuso che si spandeva su tutti i pochi noi presenti, peggio del caldo di fuori, che pure non era così eccessivo.

Una volta a casa, Giulia, mia figlia che ha 14 anni mi dice:

“Mamma, posso chiederti una cosa…..ma…se il Mondo deve cambiare, come fa a farlo se i preti dicono queste cose alle persone?”

Ora, però, la conclusione non è scontata.

Non voglio trasmettere alcuna polemica obsoleta sulla gerarchia clericale, non voglio condannare le vecchie signore presenti e avvezze a scontati atteggiamenti assolutamente ignari.  Voglio invece dirvi che esiste una straordinaria perfezione nella nostra evoluzione spirituale e mi servo spesso anche per me stessa e la mia poca tolleranza delle frasi di una delle opere spirituali che ritengo tra le più significative, Il Profeta, del poeta Kahlil Gibran:

Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.

E da quella chiesa sono uscita non certo piena d’intolleranza e fastidio, ma felice di riuscire a compiere i primi passi della mia missione estiva: accrescimento della compassione, ovviamente per i casi più difficili!

Questa decisione fondamentale deriva dall’ascolto e riascolto di una meravigliosa canalizzazione di Kryon. Parole dette agli Esseri Umani per trasmettere l’emozione della gioia di Dio.

E lei parroco…ha mai ascoltato le comunicazioni di Kryon agli esseri umani?

LD’A.