Anche Buon Non Compleanno a te!

Ph by Inkorsivo, Palermo
Ph by Inkorsivo, Palermo

Ancora assente dalla mia scrittura, dal sedermi quieta e consapevole. Ancora però, malauguratamente, non più per una mia mancanza, ma per i fatti gravi che dirottano le nostre vite e ci impegnano nel “fare” quotidiano e continuo senza il quale gli altri potrebbero perire.
La divagazione di oggi, minimalista più che mai, è sull’essere “bonari” nei confronti degli altri. Ne ho già parlato a lungo nel mio articolo estivo sulla clempatia, e in fondo moltissimo dello stesso concetto è sull’articolo che considero tra i più importanti delle mie divagazioni “spirituali” sulla vita quotidiana, che ripeto, ancora e ancora….è la Spiritualità, quello sulla modulazione del silenzio.

Oggi voglio ancora farne un cenno appena, perché sono fiera del lavoro che svolgo ormai con diletto e senza accorgermene più di tanto: il cambiamento dell’Ego. Il mettere a tacere con disinvoltura questa parte di noi utile quanto basta e spesso molto distruttiva.
Non vi racconto i fatti, cercateli nella vostra vita: di certo però sarete rimasti malissimo per qualcosa, per qualcuno che non ha pensato a voi in una circostanza importante, una ricorrenza, un vostro impegno dove era richiesta una parola di conforto o una domanda o un pensiero.
Non rimanete male a lungo, forse quella persona ha mancato perché è stata davvero tanto male, avrà potuto affrontare una cosa difficilissima, sarà stata travolta da un fatto che ha portato la sua mente altrove nei compiti necessari a sé, o agli altri attorno a sé.  Forse quella persona ha più bisogno di voi che voi di lei, o lui…
Siate bonari se almeno non volete parlare e chiarire. E’ bellissimo.

LDA

San Valentino, Innamoramento e Amore. E poi, l’AMORE.

San Valentino

Oggi è il giorno di San Valentino, la festa degli Innamorati.

Vi è un giorno dell’anno per celebrare ogni cosa e questo è un fatto gioioso, amorevole e gentile verso tutte le persone e gli avvenimenti e le cose importanti!
E quindi con ancora maggiore felicità celebriamo l’Amore e San Valentino,  che è notoriamente il Patrono indiscusso di tutti gli Innamorati, Santo tra i più amati che rende il 14 febbraio un giorno leggiadro e felice! Essere innamorati è uno stato di grazia assoluto. Non vi è dubbio. Fiumi di parole sono stati già spesi sull’Innamoramento e io non posso che essere d’accordo su quanto sia fantastica questa condizione dell’Anima e del corpo e della mente che coinvolge ogni nostro senso, per cui, vi regalo allegramente un’altra foto che non ha bisogno di commenti e ci ricorda un altro grande maestro dell’Innamoramento, Raymond Peynet.  

In questo periodo storico di cambiamento vibrazionale tuttavia, non si può onestamente non sfiorare anche l’Amore profondo.  E ancora non quel sentimento che si trasforma dopo l’innamoramento in amore più o meno durevole, quello che con tutte le buone intenzioni a volte lo si giura “per sempre”.

Scrivo ora della CONDIZIONE AMORE.

San Valentino ci dà l’occasione di riflettere – oggi e da oggi – sull’Amore Incondizionato, quella “Condizione” d’Amore dentro di noi che ci rende più consapevoli dell’essere particelle del Creatore.  Quell’AMORE primordiale che è proprio il motore primario della Creazione.  Quella condizione che non abbiamo raggiunto.  Non ancora.

Porsi il problema, proprio oggi, mi sembra un ottimo inizio per cambiare strada del cuore, semmai riuscissimo a comprendere che siamo in una strada non maestra.

Siamo sicuri di saper amare?
D’essere amati, forse.
D’essere innamorati, certamente.
D’amare il nostro uomo, la vostra donna, i nostri figli, quasi assolutamente si!

Ph.By Ray Hennessy
Ph.By Ray Hennessy

Ma dell’Amore Incondizionato chi di noi può essere davvero sicuro?

Ci autoconvinciamo di sapere amare mentre siamo “sommersi” di condizioni.

Vogliamo cambiare la persona che pensiamo d’amare, quando sarebbe meglio lasciarla libera da subito d’essere semplicemente se stessa altrove se non ci sta bene l’esattamente com’è.

E del resto, non è la più alta forma dell’amore per noi stessi separarci da un partner con cui non stiamo bene?

Amiamo i nostri figli mentre li poniamo costantemente in uno stato di mancanza di libertà per innumerevoli condizioni legate più a noi stessi che a loro.

E amiamo i nostri amici, forse con meno condizioni.  Questo è più facile.  Basta lasciarli andare con dolcezza quando ci feriscono innumerevoli volte senza nemmeno accorgersene.

Siamo sinceri: siamo degli ipocriti quando diciamo d’amare in modo incondizionato.  Me per prima.

L’Amore incondizionato, malgrado l’assonanza di parole, è una Condizione perenne.

Ti fa sorridere perennemente per gioia di vivere, ti fa amare i nemici senza nemmeno bisogno di perdonarli.  Ti fa sprizzare gioia per i talenti e i successi dei tuoi amici e conoscenti.  Non ti fa mascherare dietro a banali frasi di circostanza dipinte spesso d’invidia.  Ti fa compiere azioni, in un mondo dove le non azioni sono molto più eloquenti delle azioni di circostanza.

La Condizione Amore ti fa agire, sempre, senza condizioni, senza giudizi.  E’ scritta nel nostro cuore e nella nostra Anima e gli occhi ne sono veramente il riflesso.

Non amate per la bellezza, perché un giorno finirà. Non amate per l’ammirazione, perché un giorno vi deluderà. Amate e basta, perché il tempo non può far finire un amore che non ha spiegazioni.

Madre Teresa di Calcutta.

Ecco, amate come lei, per esempio.

Auguro a tutti voi un giorno di San Valentino specialissimo, a tutti i miei lettori innamorati, e a tutti noi che vogliamo veramente cominciare a comprendere, o faticosamente intraprendere, la strada maestra verso la Condizione AMORE.

Io, sempre senza veli, consapevole d’essere ancora lontana dal porre in essere quello che la mia mente ha compreso e la mia Anima sentito.

LD’A

Cliccate qui per simpatiche informazioni su San Valentino

Divagazione sull’effetto della luna in cielo e…Luna che falcia

Ph.By: Javier Allegue Barros
Ph.By: Javier Allegue Barros

Piano l’Anima guarisce e leggiadra diventa, ricordando l’antica Luce Primordiale e ritrovando la gioia della Vita.
Perché la Vita è gioia, malgrado il necessario Buio vi abbia fatto credere che siamo stati creati per altro motivo triste e separati dall’immensa felicità della Creazione Divina!

Non so perché lo sto affermando ora…volevo parlare della luna in Cielo per fare da cappello ad un altro articolo d’astronomia del nostro Paolo Giannetti, che ci scrive degli Elementi del Cielo tutto in modo così leggero, per quanto assolutamente preciso com’è la sua preparazione.

Del resto non è la luna in cielo uno degli spettacoli più straordinari del Creato? Insieme al mare, ai prati, alle Montagne, certo però, che la luna in cielo ha molto a che fare con la Gioia, soprattutto quando siamo così vicini al 14 febbraio.

Allora grazie per la Luna! Ed ecco a seguire un articolo sulla luna a forma di falce, così meravigliosamente misteriosa e romantica, di Paolo Giannetti.

LD’A.

Ph. By Nino Yang
Ph. By Nino Yang

LUNA CALANTE O
LUNA CRESCENTE?

Chi di voi in queste serate ha avuto occasione di osservare la Luna e
di chiedersi se questa si trovasse in “fase calante”, oppure in “fase crescente”?

Si parla di fasi lunari riferendoci al diverso aspetto che la Luna ci mostra dato il diverso orientamento rispetto al Sole durante il modo intorno alla Terra.
Non va dimenticato, infatti, che la Luna è SEMPRE illuminata dal Sole per metà (anche la Terra!) ma di questa metà, per il nostro punto di vista, ne vediamo degli “spicchi” più o meno grandi.
La variazione (in aumento o in diminuizione) dell’ampiezza di questi “spicchi”, che ha un ciclo di circa 29 giorni, costituisce la sequenza delle fasi che possiamo osservare.
Luna Nuova-> Luna Crescente -> Luna Piena-> Luna Calante ->…e di nuovo Luna Nuova -> ….ecc ecc

🌑-🌓-🌕-🌗-🌑 …..

Per ricordare in quale fase si trova la Luna mentre la osserviamo si fa spesso ricorso a dei metodi proverbiali molto antichi ma efficaci!

– PRIMO METODO (della “gobba”)

“Gobba a Ponente Luna Crescente,
Gobba a Levante Luna Calante”

Il proverbio ci dice che se vediamo la parte illuminata/arrotondata della Luna (la “gobba”, appunto) a Ovest (a Ponente = dove tramonta il Sole), questa sarà CRESCENTE.
Al contrario se la “gobba” sarà verso Est (a Levante = dove sorge il Sole) questa sarà CALANTE.

– SECONDO METODO
(della LUNA a forma di “C” oppure a forma di “D”)

Questo secondo metodo si basa sul seguente assunto:
“La Luna è “BUGIARDA !” poiché quando dice che cresce (formando nel cielo la lettera “C”), questa sarà invece DECRESCENTE.[🌘]

Quando invece dice di decrescere (disegnando nel cielo la lettera “D”) sarà CRESCENTE. [🌒]

BUGIARDA, quindi, perché fa il contrario di ciò che dice!

Ai più attenti (e appassionati di astronomia) è lasciata la possibilità di valutare se i due metodi illustrati (quello della “gobba” e quello della “Luna bugiarda”) valgono anche per chi vive nell’emisfero Sud.🐧

Buona Luna a tutti

Paolo Giannetti ⚓ 

Grazie al vero Spirito del Natale…appena “Passato”

A Christmas Carol, Fantasma del Natale passato
A Christmas Carol, Fantasma del Natale passato

 

Il mio ultimo articolo risale a un po’ di tempo umano fa.

Mi perdonerete spero, considerato che ogni parola di questo blog è una goccia d’anima viva, so che chi mi legge ama leggermi davvero, con le mie sparizioni, i miei viaggi e i pieni di Amore che ho per la scrittura, che poi riverso a voi con tutta me stessa.

Sono stata assente perché le mie vacanze di Natale sono iniziate presto quest’anno. E sono state le più apparentemente tristi della mia vita. Perfino più tristi di quelle in cui avevo perso mia madre da poco meno di tre mesi. Quella volta credevo che non ci sarebbe stato Natale più triste, perché la morte fisica di chi amiamo dal profondo annienta e ci rende inconsolabili.

Tuttavia, questo Natale appena trascorso, a me ha “regalato” la visione della manifestazione della vecchiaia dei corpi in tutto il suo veleno, costringendomi a occuparmi di essa senza tregua, ponendomi dinanzi a cose che non ho avevo mai pensato di sapere o potere gestire, consapevole però di quanto i miei umili gesti potessero essere ancora importanti in modo straordinario. E soprattutto mostrandomi il vero amore che va oltre ogni fatto e decisioni del passato.

Niente profumi di aghi di pino, mai lunghi e tranquilli aperitivi consolatori sprofondati nei nostri divani comodi. Nessun risveglio da ghiri senza pensieri.  Nessun banchetto esagerato.  Però, luci di presepe che allietavano l’esistenza, disciplina nel preparare pietanze anche un po’ inutili ma necessarie e vivaci, malgrado la stanchezza, perché ogni gesto è stato compiuto per onorare il fatto che, ancora, la Vecchiaia è Presenza!

Il Natale è stato triste, ma vero più che mai. Faticoso fisicamente e passato in un girotondo di cose da fare, tutte, con disciplina, dovendo selezionare scelte difficili e incomprensibili a chi sta intorno ma agirebbe diversamente, giudicando senza andare a fondo dell’anima delle persone che ama, si, anche molto, ma inconsapevole del fatto che il vero universo umano di ciascuno di noi è quello che non si vede.

Sono tornata a me stessa rinnovata da quello che Dickens ha trasmesso alla maggioranza dei nostri cuori come il vero “Spirito del Natale”. Quello del Natale passato, presente e futuro fusi in un unico meraviglioso Natale che ha determinato la gratitudine, la consapevolezza delle scelte e la conseguente Provvidenza Divina immediata – che proprio verso la mia scrittura vedrò presto i frutti – eppure non davvero meritata, perché so d’avere avuto in questa mia ulteriore prova greve momenti schifosamente e meravigliosamente…umani.

Grazie al Natale. Grazie al Natale sono grata della fatica, del freddo intenso, dell’Amore incondizionato oltre il rancore, il passato, il non riuscire a cambiare degli altri e la meravigliosa consapevolezza che quello che veramente importa è il nostro cambiamento.

Grazie. Torno a scrivere per voi. E per me.

LD’A.

La guarigione del “Lasciare Andare”

Il silenzio del Nautilo, Disegno di Lucia D'Aleo
Il silenzio del Nautilo, Disegno di Lucia D’Aleo

 

Che la vita sia una guerra da vincere attraverso innumerevoli battaglie, è un concetto obsoleto, ma terribilmente radicato ancora nella maggioranza di noi.  Siamo convinti che la pace può arrivare solamente attraverso la guerra.

E’ una delle convinzioni più radicate di noi uomini che abbiamo in effetti molti e gravi problemi da risolvere.  Si sa però, che tanto più una convinzione è radicata, tanto più difficile è cambiarla fino ad estirparla, fino a farla diventare con il cambiamento del pensiero, rinnovamento, rinascita.

Davanti ai nostri problemi, pur grevi o gravi che siano, noi usiamo violenza contro noi stessi, ostinandoci nel perseguire sentieri che ci hanno già impedito di trovare la strada maestra per la soluzione.  E perseguiamo nella lotta che crediamo ci porterà al cambiamento.  E non si può, infatti “non fare”. Non è questo il punto. Non stiamo parlando delle azioni necessarie e sane per affrontare un problema.  Non stiamo parlando di passività, inerzia, abbandono.

Si parla della violenza che usiamo contro noi stessi quando abbiamo fatto molti tentativi e siamo molto stanchi.  Fatti i razionali tentativi e usata ogni chiave per trovare la soluzione, comincia la violenza, la testardaggine, l’affanno e le notti insonni e il pianto disperato che segna il volto. E la malattia.  Tutto diventa lotta estenuante che stordisce i sensi e non lascia intravedere vie d’uscita.

Questo è il comportamento del nostro Ego, che sinceramente crede, e con grande convinzione, che se smettiamo di “fare”, affannosamente lottando, le cose non solo non cambieranno, ma addirittura peggioreranno.

No. C’è un luogo di grande pace dentro di noi con il quale dobbiamo connetterci in silenzio sacro e riposare.  E’ il luogo della “resa”, che non è arrendersi con passività…no. E’ un momento senza un tempo stabilito di un riposo dell’Anima.

E’ quel momento benedetto dove l’equanimità permette ad altre prospettive d’essere scorte, alle soluzioni mai pensate di rivelarsi naturalmente ringraziando Dio con il quale stiamo collaborando.

Da questo luogo di pace assoluta della resa sana e balsamica siamo in grado di fare il prossimo passo che potrebbe significare …non fare alcun passo!

E’ seguire l’onda e non resistere più, perché la resistenza assoluta crea solamente altra resistenza e impedisce il flusso di una vita migliore.

Quando siamo davvero molto stanchi di lottare per ogni istante della nostra vita, è forse tempo di smettere di farlo, semplicemente, scivolando nell’abbraccio di quello straordinario “Qui e Ora” che ci permette di non lottare più.

Per cambiare le cose, molto più spesso di quanto crediamo, è necessario smettere di provare a cambiarle.

LD’A

E ancora sulle parole: quando sono i ferri del mestiere.

Ph. by Jon Tyson
Ph. by Jon Tyson

Ho scritto sul silenzio. Quando è usato a sproposito e distrugge o crea, quando lascia presupporre, o ancora quando elimina opportunità.

E ho scritto della purezza delle parole, quando scevre da qualunque condizionamento puntano dritte al cuore o quando, al contrario, sono scelte per creare ferite che possono rimarginarsi mai.

Non potevo dimenticare le parole quando sono strumenti di lavoro.
Non quando creano romanzi poco riusciti, racconti banali e noiosi, relazioni ridondanti ma utili in qualche modo a qualcuno. No.
Quando diventano bisturi usati male che affondano nell’anima delle persone uccidendole, infamandole, cambiando loro la vita per sempre.
Quante volte le parole hanno distrutto esseri umani? Quante volte l’infamia, la beffa, le bugie hanno portato anche al suicidio?
E quanto la manipolazione dialettica e a volte necessaria ad alcune professioni dirotta le vite dei nostri simili?
Milioni e milioni di volte, da sempre e oggi di più.

In cammino per la ricerca della Spiritualità globale, oggi ancora mi soffermo sull’uso delle parole, in grado a volte, di trasformare per sempre le vite dei nostri simili.
La verità delle persone stritolata e manipolata dalla necessità di “guadagnarsi il pane”.

Quanto le parole oggi viaggiano alla ricerca della verità? Quanto può essere trasformata la verità, invece, da chi deve necessariamente proporre un vero inesistente?

Questa è una sfida grandiosa ma molto ardua. Guardare oltre e comprendere che un’azione massiccia andrà comunque a nostro vantaggio per molti e troppi di noi è davvero impossibile. E costoro hanno tutta la mia comprensione.

Io per prima ho visto tantissimi dei miei scritti diventare illeggibili dopo la revisione delle varie mani che dovevano controllarne la veridicità e appunto, se fosse stato troppo vero a volte censurarne delle parti.

Pensate a quello che ci circonda. Discorsi e notizie preparati da persone che come me per anni hanno visto trasformare o nascondere la verità.
Bombardati da milioni di notizie di cui mai, mai avremo certezza di verità.

E un Avvocato: cerca la verità? Sempre e comunque? Come si comporta se la intuisce e non gli piace? Se deve comunque difendere il suo cliente? E se peggio ancora non la intuisce né comprende? Categoria professionale che ha in mano la vita della gente. Possono generare situazioni inesistenti, salvare persone colpevoli o distruggere degli innocenti. Le prove? Negli appassionanti film dove l’immagine della giustizia è a sua volta non reale.

Pensate quanta verità occultata per portare a casa il pane quotidiano.

Non smettiamo mai di essere noi stessi. Non le maschere che portiamo. Noi stessi, dico. Quelli che per conoscersi hanno impiegato buona parte della vita e ancora hanno dei dubbi. Quelli che hanno latente conoscenza di una caratteristica precipua, che appare e forse non ci piace, quelli che però con il passare del tempo e del viaggio si riconoscono e cominciano a ricevere informazioni che compongono disegni mirabili per sé stessi e per gli altri compagni di viaggio.
Diamo ascolto alla parte di noi che è la più profonda essenza di quello che siamo davvero: esseri speciali che hanno dimenticato molto e molto.
Abbiamo accumulato ferite a dismisura e registrato informazioni di dolore acerbo, difficile, di varia natura, da vari mondi, da troppe situazioni che noi stessi volevamo sperimentare, ma così tante che abbiamo ricoperto l’Anima di strati e strati e non ricordiamo più la purezza e la meraviglia d’essere parti di Dio stesso, creazioni nate dalla sua incontenibile gioia di moltiplicarsi.
A Sua immagine. E sperimentando la sua essenza primordiale.
A Sua Immagine.
E in questa vita, in questo momento, che sia la Sua immagine, la Nostra vera.
Se solamente comprendessimo quanta manipolazione compiamo prima su di noi e poi forse sugli altri e gli altri su di noi e sulle cose e su tutto quanto ci circonda…è così difficile vedere la verità se non la difendiamo con la nostra essenza. Abbiamo il dovere di Essere noi stessi, perché da ogni cosa nasca Amore incondizionato e perdono e trasformazione della vita stessa.

E che sia più doveroso il compito d’essere vera Essenza di luce per chi, soprattutto, ha scelto le parole per mestiere.

LD’A

E divagazione sulle parole vive

casey-horner
casey-horner

Da quando è nato il mio Blog, ho scoperto molte cose. La più bella è che io Sono scrivendo.

Io Sono un articolo che vive e si fa carne e sangue e gioia e dolore. Sono la vita del cuore che si manifesta attraverso parole e silenzi e considerazioni. Considerazioni sulla vita degli esseri umani e la loro vita del cuore, con le loro parole, azioni e non azioni, disperazione e felicità. Non azioni e amore e non amore e rabbia e silenzi. E scelte che nessuno può giudicare. E decisioni di vita e non vita, presenza e assenza.

Sono le vostre parole e i vostri silenzi. Sono le sensazioni della vostra amarezza che è la mia.

Sono il silenzio di oltre un mese perché non ho avuto parole da darvi. Perché oggi – dopo un tempo illimitato che si è fatto, finalmente, non tempo – io Sono scrivendo con il cuore e l’Anima. So con certezza che vi dono parole vive che prima di tutto dono a me stessa Anima.  Sono Peonia che si apre e forse già ve l’ho detto, e arancia pelata a vivo: lucente e succosa di parole che sono fatte del vostro stesso succo.  La differenza è luce.

Sono adesso la gioia di darvi parole vive di nuovo, perché molti di voi me le hanno chieste e perché non vi è scrittura efficace se non viene letta e amata e magari anche odiata. Soprattutto però, sentita dentro come propria vita.

Sono Lucia, il vostro articolo che vive…che si fa parola quando un pezzo d’Anima si manifesta, un pezzo di cuore si stacca, uno sgomento sulle persone mi avviluppa. Un dolore mi contrae e in silenzio me ne libero lasciandolo volare via! Leggero, leggerissimo, comprendendo che cosa c’era davvero dietro a significati che gioia o entusiasmo effimeri hanno reso velato e non vero.

Io non sono Lucia D’Aleo, scrittrice…Io Sono la mia vita e la vostra che divengono parole come piccoli quanti che vagano e cercano cuori, trovando una meta e la meta è quella Spiritualità di cui davvero volevo scrivere. Fatta d’amore e anche odio. E disprezzo che cerco di mettere a tacere e trasformo in indifferenza e poi dimenticanza.  E poi rispetto per la nostra diversità.

Grazie Anime in cammino. Io davvero vi amo e vi dono parole vive. Oggi, in questa sera di fine estate che ancora ha spiagge deserte ma calde.

L.D’A.

 

Modulazione del Silenzio

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Alcune volte al mattino navigo in internet, quando svogliatamente inizio la giornata e finisco colazione lentamente, cercando di mettere un confine alla notte appena passata.  E navigando in internet trovo frasi, riflessi di possibili comportamenti, spunti di riflessione.
Oggi sono stata molto colpita da questa frase che all’apparenza invita al totale accordo:

“Molto spesso scegliamo proprio il silenzio per dire le cose più importanti”

No.  Sento il bisogno di contestarla, perché dissento, perché è una delle scelte più distruttive dei rapporti umani, perché a causa delle parole non dette sono crollati milioni di castelli di sabbia, decollati aeroplanini di carta dai miseri voli, partite le nostre fantasie invano.  Con le parole non dette abbiamo creato edifici immaginari e bellissimi laddove vi era il nulla e lasciato deserti aridi d’orgoglio dove c’erano invece possibilità di vite straordinarie.

E sono state create carneficine di sentimenti; e relazioni che potevano essere felici non sono mai nate, e in questi casi, spesso, sono stati edificati sentimenti inesistenti per ripiego al dolore provocato da quelli non espressi, fraintesi o solo immaginati come non erano davvero.
L’amore incondizionato tra gli uomini ha bisogno di parole, gesti, carezze, sfoghi, telefonate. L’amore ha bisogno di parole.
Il silenzio lascia spazio all’immaginazione senza limiti; e l’immaginazione serve a nutrire la creatività umana, aspetto sublime del nostro essere, già parte di noi come il sangue. Nutriamo le cellule con cibo e acqua. E nutriamo la nostra creatività con l’immaginazione, la vista e tutto quanto ci circonda.
Non il silenzio nutrirà i sentimenti e la parte di noi più sottile ed eterea.  E fragile.

Lasciamo invece al silenzio il compito d’annientare l’odio e la rabbia.  Non esprimendo con parole lancinanti come coltelli sentimenti distruttivi, non lasciamo divampare incendi che distruggono le nostre Anime.  E creiamo con atomi di silenzio dighe che contengono ogni rabbia.  Se proprio vogliamo usare le parole…bisbigliamole piano per chiarire malintesi, dubbi, dolore.

Moduliamo il suono del silenzio per i sentimenti.  Dev’essere molto bello almeno provare, per cambiare, cambiare davvero noi e le cose attorno a noi.

L.D’A.

Divagazione estiva sull’Essere

Waves, Onde, Natura

In qualunque dettaglio della natura c’è l’Essere. Siamo.
Guardo da ore queste onde che semplicemente…sono. Senza alcuno sforzo, sono. Onde.
Qualunque cosa del Creato…E’.
Se solo noi uomini fossimo esattamente quello che è nella nostra natura intrinseca…Essere. Seguire l’Essenza.
Sembra così stupidamente ovvio. Non lo è.
Seppelliamo dalla nostra primissima incarnazione la nostra Essenza, la nostra missione, il nostro volere, la nostra Anima. Perché accade?
E se fosse proprio questa la nostra Essenza? Non esserlo?
In questo lavorio mentale in verità oggi c’è una considerazione di semplicità estrema.
Io Sono come queste onde. Provo ad essere il semplicemente Sono.

E come al solito, non è detto che io ci riesca.
LD’A

 

Missione in corso: compassione

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In una chiesa vuota d’Anime e corpi sono entrata una domenica mattina investita da nuvole dense d’incenso che soffocava, piuttosto che purificare.  Le poche presenze erano in maggioranza anziane signore.  Chierichetti ormai decisamente avanti con l’età per tale appellativo raggiungevano un numero decisamente ridondante, più dei fedeli presenti, almeno all’inizio. Quasi tutte le anziane signore si contendevano l’attenzione dell’altrettanto anziano parroco ancora imponente nel paramento verde, malgrado il grigiore dei capelli. Dai piedi del pulpito, egli stendeva lo sguardo fino agli ultimi banchi, per contare le pecorelle presenti e soprattutto le assenti e il suo sguardo non benevolo mi portava indietro in un tempo ormai, veramente passato, eppure ancora – ahimè – presente e vivo!

L’omelia era incentrata sulla fede: benevolo il Signore con chi ha fede, molta, profusioni di guarigioni a chi tocca il mantello di Gesù. Che cresca….dunque, la fede! Deve crescere…

No padre….deve trasformarsi completamente avrei tanto voluto urlare sperando in un salto quantico immediato che si realizzasse all’istante davanti agli sguardi di tutti i presenti.

Nella sua predica, dove sapientemente alternava parole in bell’italiano a qualche nota dialettale che potesse far sorridere i SUOI presenti parrocchiani, continuava a sottolineare l’importanza della non sparizione dalla chiesa a causa del mare, rivolgendo rimproveri agli assenti che per questo, oltre a gioire al mare, ne erano inconsapevoli.

Caro padre, perché non opera un miracolo di trasformazione nel suo cuore? Perché quella chiesa era vuota? Forse, proprio a causa del mare, che certo è uno dei doni più belli della Creazione di Dio!  Forse, benedire gli assenti che stavano dedicandosi al godimento del liquido sublime dono divino, sarebbe stata una piccola ma grande novità, nella sua predica. Una piccola meravigliosa opera di trasformazione!

Pensi a una madre che guarda suo figlio godere di un dono: quanto amore prova quella madre per suo figlio in questi momenti?  E non pensa quanto il Creatore moltiplichi all’infinito questa gioia vedendoci tutti gioire a nostra volta…dei Suoi doni?

Avrei voluto vedere volare le sue parole padre, ma queste rimanevano di piombo fuso che si spandeva su tutti i pochi noi presenti, peggio del caldo di fuori, che pure non era così eccessivo.

Una volta a casa, Giulia, mia figlia che ha 14 anni mi dice:

“Mamma, posso chiederti una cosa…..ma…se il Mondo deve cambiare, come fa a farlo se i preti dicono queste cose alle persone?”

Ora, però, la conclusione non è scontata.

Non voglio trasmettere alcuna polemica obsoleta sulla gerarchia clericale, non voglio condannare le vecchie signore presenti e avvezze a scontati atteggiamenti assolutamente ignari.  Voglio invece dirvi che esiste una straordinaria perfezione nella nostra evoluzione spirituale e mi servo spesso anche per me stessa e la mia poca tolleranza delle frasi di una delle opere spirituali che ritengo tra le più significative, Il Profeta, del poeta Kahlil Gibran:

Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.

E da quella chiesa sono uscita non certo piena d’intolleranza e fastidio, ma felice di riuscire a compiere i primi passi della mia missione estiva: accrescimento della compassione, ovviamente per i casi più difficili!

Questa decisione fondamentale deriva dall’ascolto e riascolto di una meravigliosa canalizzazione di Kryon. Parole dette agli Esseri Umani per trasmettere l’emozione della gioia di Dio.

E lei parroco…ha mai ascoltato le comunicazioni di Kryon agli esseri umani?

LD’A.