San Valentino, Innamoramento e Amore. E poi, l’AMORE.

San Valentino

Oggi è il giorno di San Valentino, la festa degli Innamorati.

Vi è un giorno dell’anno per celebrare ogni cosa e questo è un fatto gioioso, amorevole e gentile verso tutte le persone e gli avvenimenti e le cose importanti!
E quindi con ancora maggiore felicità celebriamo l’Amore e San Valentino,  che è notoriamente il Patrono indiscusso di tutti gli Innamorati, Santo tra i più amati che rende il 14 febbraio un giorno leggiadro e felice! Essere innamorati è uno stato di grazia assoluto. Non vi è dubbio. Fiumi di parole sono stati già spesi sull’Innamoramento e io non posso che essere d’accordo su quanto sia fantastica questa condizione dell’Anima e del corpo e della mente che coinvolge ogni nostro senso, per cui, vi regalo allegramente un’altra foto che non ha bisogno di commenti e ci ricorda un altro grande maestro dell’Innamoramento, Raymond Peynet.  

In questo periodo storico di cambiamento vibrazionale tuttavia, non si può onestamente non sfiorare anche l’Amore profondo.  E ancora non quel sentimento che si trasforma dopo l’innamoramento in amore più o meno durevole, quello che con tutte le buone intenzioni a volte lo si giura “per sempre”.

Scrivo ora della CONDIZIONE AMORE.

San Valentino ci dà l’occasione di riflettere – oggi e da oggi – sull’Amore Incondizionato, quella “Condizione” d’Amore dentro di noi che ci rende più consapevoli dell’essere particelle del Creatore.  Quell’AMORE primordiale che è proprio il motore primario della Creazione.  Quella condizione che non abbiamo raggiunto.  Non ancora.

Porsi il problema, proprio oggi, mi sembra un ottimo inizio per cambiare strada del cuore, semmai riuscissimo a comprendere che siamo in una strada non maestra.

Siamo sicuri di saper amare?
D’essere amati, forse.
D’essere innamorati, certamente.
D’amare il nostro uomo, la vostra donna, i nostri figli, quasi assolutamente si!

Ph.By Ray Hennessy
Ph.By Ray Hennessy

Ma dell’Amore Incondizionato chi di noi può essere davvero sicuro?

Ci autoconvinciamo di sapere amare mentre siamo “sommersi” di condizioni.

Vogliamo cambiare la persona che pensiamo d’amare, quando sarebbe meglio lasciarla libera da subito d’essere semplicemente se stessa altrove se non ci sta bene l’esattamente com’è.

E del resto, non è la più alta forma dell’amore per noi stessi separarci da un partner con cui non stiamo bene?

Amiamo i nostri figli mentre li poniamo costantemente in uno stato di mancanza di libertà per innumerevoli condizioni legate più a noi stessi che a loro.

E amiamo i nostri amici, forse con meno condizioni.  Questo è più facile.  Basta lasciarli andare con dolcezza quando ci feriscono innumerevoli volte senza nemmeno accorgersene.

Siamo sinceri: siamo degli ipocriti quando diciamo d’amare in modo incondizionato.  Me per prima.

L’Amore incondizionato, malgrado l’assonanza di parole, è una Condizione perenne.

Ti fa sorridere perennemente per gioia di vivere, ti fa amare i nemici senza nemmeno bisogno di perdonarli.  Ti fa sprizzare gioia per i talenti e i successi dei tuoi amici e conoscenti.  Non ti fa mascherare dietro a banali frasi di circostanza dipinte spesso d’invidia.  Ti fa compiere azioni, in un mondo dove le non azioni sono molto più eloquenti delle azioni di circostanza.

La Condizione Amore ti fa agire, sempre, senza condizioni, senza giudizi.  E’ scritta nel nostro cuore e nella nostra Anima e gli occhi ne sono veramente il riflesso.

Non amate per la bellezza, perché un giorno finirà. Non amate per l’ammirazione, perché un giorno vi deluderà. Amate e basta, perché il tempo non può far finire un amore che non ha spiegazioni.

Madre Teresa di Calcutta.

Ecco, amate come lei, per esempio.

Auguro a tutti voi un giorno di San Valentino specialissimo, a tutti i miei lettori innamorati, e a tutti noi che vogliamo veramente cominciare a comprendere, o faticosamente intraprendere, la strada maestra verso la Condizione AMORE.

Io, sempre senza veli, consapevole d’essere ancora lontana dal porre in essere quello che la mia mente ha compreso e la mia Anima sentito.

LD’A

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Divagazione sull’effetto della luna in cielo e…Luna che falcia

Ph.By: Javier Allegue Barros
Ph.By: Javier Allegue Barros

Piano l’Anima guarisce e leggiadra diventa, ricordando l’antica Luce Primordiale e ritrovando la gioia della Vita.
Perché la Vita è gioia, malgrado il necessario Buio vi abbia fatto credere che siamo stati creati per altro motivo triste e separati dall’immensa felicità della Creazione Divina!

Non so perché lo sto affermando ora…volevo parlare della luna in Cielo per fare da cappello ad un altro articolo d’astronomia del nostro Paolo Giannetti, che ci scrive degli Elementi del Cielo tutto in modo così leggero, per quanto assolutamente preciso com’è la sua preparazione.

Del resto non è la luna in cielo uno degli spettacoli più straordinari del Creato? Insieme al mare, ai prati, alle Montagne, certo però, che la luna in cielo ha molto a che fare con la Gioia, soprattutto quando siamo così vicini al 14 febbraio.

Allora grazie per la Luna! Ed ecco a seguire un articolo sulla luna a forma di falce, così meravigliosamente misteriosa e romantica, di Paolo Giannetti.

LD’A.

Ph. By Nino Yang
Ph. By Nino Yang

LUNA CALANTE O
LUNA CRESCENTE?

Chi di voi in queste serate ha avuto occasione di osservare la Luna e
di chiedersi se questa si trovasse in “fase calante”, oppure in “fase crescente”?

Si parla di fasi lunari riferendoci al diverso aspetto che la Luna ci mostra dato il diverso orientamento rispetto al Sole durante il modo intorno alla Terra.
Non va dimenticato, infatti, che la Luna è SEMPRE illuminata dal Sole per metà (anche la Terra!) ma di questa metà, per il nostro punto di vista, ne vediamo degli “spicchi” più o meno grandi.
La variazione (in aumento o in diminuizione) dell’ampiezza di questi “spicchi”, che ha un ciclo di circa 29 giorni, costituisce la sequenza delle fasi che possiamo osservare.
Luna Nuova-> Luna Crescente -> Luna Piena-> Luna Calante ->…e di nuovo Luna Nuova -> ….ecc ecc

🌑-🌓-🌕-🌗-🌑 …..

Per ricordare in quale fase si trova la Luna mentre la osserviamo si fa spesso ricorso a dei metodi proverbiali molto antichi ma efficaci!

– PRIMO METODO (della “gobba”)

“Gobba a Ponente Luna Crescente,
Gobba a Levante Luna Calante”

Il proverbio ci dice che se vediamo la parte illuminata/arrotondata della Luna (la “gobba”, appunto) a Ovest (a Ponente = dove tramonta il Sole), questa sarà CRESCENTE.
Al contrario se la “gobba” sarà verso Est (a Levante = dove sorge il Sole) questa sarà CALANTE.

– SECONDO METODO
(della LUNA a forma di “C” oppure a forma di “D”)

Questo secondo metodo si basa sul seguente assunto:
“La Luna è “BUGIARDA !” poiché quando dice che cresce (formando nel cielo la lettera “C”), questa sarà invece DECRESCENTE.[🌘]

Quando invece dice di decrescere (disegnando nel cielo la lettera “D”) sarà CRESCENTE. [🌒]

BUGIARDA, quindi, perché fa il contrario di ciò che dice!

Ai più attenti (e appassionati di astronomia) è lasciata la possibilità di valutare se i due metodi illustrati (quello della “gobba” e quello della “Luna bugiarda”) valgono anche per chi vive nell’emisfero Sud.🐧

Buona Luna a tutti

Paolo Giannetti ⚓ 

La Grandezza Invisibile

Ph.By Ahmad Odeh
Ph.By Ahmad Odeh

 
Ti sei mai chiesto se esiste l’Anima?

Probabilmente no, quasi certamente l’hai data per scontata da sempre, come la grande maggioranza di noi ha fatto.

Secoli e secoli di storia sono pieni di questa perfetta triade umana: corpo, mente, che poi è nel corpo, e Anima, che, quasi certamente si trova nel corpo, ma non ne esiste prova scientifica.

Non l’abbiamo mai vista la nostra Anima, appunto, eppure non abbiamo mai posto in discussione che ci sia. Dove? Dentro di noi da qualche parte, indiscutibilmente. Si potrebbe semmai studiarne l’ubicazione, soppesarne la consistenza: su quest’ultima si sono formulate ipotesi derivanti da alcuni esperimenti scientifici iniziati nel 1907 dal medico statunitense Duncan MacDougall dove si ipotizza un peso dell’Anima pari a 21 grammi.

Comunque Essa esiste. C’è.

E comunque, tutto quello che di più “sostanzioso” riguarda l’esperienza umana non ha “consistenza” propria. I sentimenti, infatti, non sono percepibili dai 5 sensi umani. Essi possono avere conseguenze materiali, ma di per sé non hanno consistenza materiale e non li vediamo! Possono provocare conseguenze meravigliose o fatali e creare altra materia viva, ma in origine non hanno alcuna “visibile” consistenza, eppure travolgono qualcosa dentro di noi che provoca sensazioni che milioni di parole non possono che tentare di descrivere.

Così è Dio.

Perché millenni di discussioni sull’esistenza di Dio, che poi, non è separato da noi in alcun modo?

Non abbiamo mai visto Dio.

Eppure quante conseguenze della Sua innegabile esistenza sono attorno a noi, dentro di noi, noi stessi?

Quanto appare semplice e straordinario Dio considerato con così poche parole.

LD’A.

Divagazione estiva sull’Essere

Waves, Onde, Natura

In qualunque dettaglio della natura c’è l’Essere. Siamo.
Guardo da ore queste onde che semplicemente…sono. Senza alcuno sforzo, sono. Onde.
Qualunque cosa del Creato…E’.
Se solo noi uomini fossimo esattamente quello che è nella nostra natura intrinseca…Essere. Seguire l’Essenza.
Sembra così stupidamente ovvio. Non lo è.
Seppelliamo dalla nostra primissima incarnazione la nostra Essenza, la nostra missione, il nostro volere, la nostra Anima. Perché accade?
E se fosse proprio questa la nostra Essenza? Non esserlo?
In questo lavorio mentale in verità oggi c’è una considerazione di semplicità estrema.
Io Sono come queste onde. Provo ad essere il semplicemente Sono.

E come al solito, non è detto che io ci riesca.
LD’A

 

Dio: Madre, Madri.

Chagall, Le cinque candele (particolare)
Chagall, Le cinque candele (particolare)

Madre. Ogni giorno, dal primo nostro respiro al suo ultimo e anche dopo, quando ti accorgi che ti manca un arto, il sangue dentro che nutre il cuore, il cuore stesso.

E se sei madre a tua volta, di certo possiedi tre cuori: uno che vive fuori da te, uno che ti batte dentro e ti fa vivere, un altro che ti manca, perché ora è solo spirito, ma è stata tua madre e senti ancora il suo cuore battere.

Non vi è Amore più grande in Terra dell’Amore delle madri.

Io non amo mia figlia: io sono…mia figlia.  Io non amo mia madre: io sono mia madre.  Un vortice d’Amore incondizionato che mi fa avere solo un pensiero significativo:

DIO deve Essere l’Amore di tutte le madri moltiplicato all’infinito….Io Sono Dio.  E Dio è noi.

LD’A.

 

 

Vocazione, passione, essenza:la missione dell’Anima

Daimon
Daimon

In quest’articolo mi soffermo sul Chi Sono?

Nella nostra essenza di Anime, prima che di uomini, vi è indubbiamente la più straordinaria somiglianza con Dio e dunque il senso della nostra stessa esistenza quali particelle da lui emigrate. E in quest’essenza divina vi è un’aspirazione elevata con la conseguente missione di esternarla anche attraverso il corpo fisico che possediamo in questa dimensione. La determinazione di portare a compimento questa Missione meriterà articoli a parte, tanto per citarne uno, l’esistenza del Doppio.

Ogni Anima ha dunque una missione che essa stessa ha stabilito sin dai primordi del suo Essere. Sapere perché abbiamo scelto una determinata missione e passione al momento mi è oscuro, ma ci sto lavorando duramente con il mio stesso “processo di trasformazione”, ovvero il ritorno alla nostra prima essenza, dimenticato di vita in vita.

Si può far risalire a Platone questa vocazione che la nostra Anima porta da sempre e che intende manifestare attraverso un corpo fisico e una mente pensante.

Ben prima della venuta di Gesù Cristo dunque di questa missione dell’Anima ne parla Platone con il Mito di Er, nella sua opera più nota, La Repubblica:

Prima della nascita, l’Anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo nella Terra, e riceve un compagno che ci guidi, un Daimon, che è unico e tipico nostro.  Tuttavia nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti.  E’ il Daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino…

Quando tutte le Anime si erano scelte la vita, secondo che era loro toccato, si presentavano a Lachesi.  A ciascuna ella dava come compagno il genio, o Daimon, che quella si era assunto, perché le facesse da guardiano durante la vita e adempisse il destino da lei scelto….

Platone ci racconta del Mito affinché non dimentichiamo, perché solo salvando questo potremo salvare noi stessi e prosperare.

Con Plotino, (205 – 270 d.C.), il maggiore dei filosofi neoplatonici, l’idea della missione dell’Anima viene ripresa e ampliata e parliamo già di reincarnazione in modo inequivocabile.  Egli afferma che ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e le situazioni di vita adatti all’Anima e corrispondenti, come racconta il mito, alla Sua necessità.

“Il fatto di venire al mondo, di entrare in questo corpo particolare, di nascere da questi genitori e nel tal luogo, è in generale ciò che chiamiamo le condizioni esteriori della nostra vita: che tutti gli eventi formino una unità e siano intessuti assieme è espresso dalle Moire.”

Plotino, Enneidi

Facciamo un salto nel tempo incredibile e avremo a disposizione di questo concetto evolutivo fondamentale un intero libro, “Il Codice dell’Anima“, scritto nel 1996 da James Hillman, psicologo della scuola del grande e già Illuminato Jung, insegnante in varie università americane e che ha il grande pregio di considerare la psicologia un’esplorazione dei misteri della natura umana”.

Secondo Hillman, che riprende il Mito di Er di Platone, “Per decifrare il codice dell’Anima e capire il carattere, la vocazione, il destino, l’anima di ciascuno di noi sceglie un compagno segreto, daimon per i greci, genius i latini, Angelo Custode i cristiani. Sarà lui a guidarci nel cammino terreno. Hillman afferma che il nostro carattere e la nostra vocazione di vita sono qualità innate e che è la missione della nostra vita realizzare quelle spinte. La chiama “la teoria della ghianda”, l’idea che le nostre vite sono formate da un’immagine particolare, come il destino della quercia è contenuto nella piccola ghianda.

E’ dunque questo che chiamano vocazione: la cosa che fai con gioia, come se avessi il fuoco nel cuore e il diavolo in corpo?

Josephine Baker

Quanti di noi portano addosso una vita intera di malcontento?

Quanto oggi stiamo ricordando di portare avanti la nostra vera biografia?

Quanti percorsi forzati dalle circostanze o stabilite dai nostri genitori ci hanno costretto a dimenticare che la vocazione è il dato fondamentale dell’esistenza umana?  E che quello per cui siamo nati ci porta alla felicità e dunque a conseguire il disegno Divino?

La conclusione mi è cristallina e mi porta verso un altro gradino della comprensione: solo la mancata realizzazione del sogno della nostra Anima con il nostro Daimon ci fa infelici, e dunque ancora una volta siamo noi la causa della nostra gioia e dunque…..Dio è gioia!

In ultima analisi, noi contiamo qualcosa solo in virtù dell’essenza che incarniamo, e se non la realizziamo, la vita è sprecata.

C.G. Jung