Divagando…Navigando

 

 

Madre Terra, con i suoi Oceani infiniti, e il Cielo sopra ad Essa e le stelle e i Pianeti e ogni fenomeno straordinario che genera meraviglia ad essi legato è il nostro Essere Uno con l’Universo.
Provare a conoscere meglio ogni fenomeno generato da Gaia, i suoi mari e il Cielo, o i cieli che la sovrastano è certamente un’occasione in più per rispettarla.
Questa pagina ospiterà gli articoli sorridenti del Comandante Paolo Giannetti, un amico di lunga data carissimo che possiede tutta la competenza per raccontarci di tali meraviglie, ma con la leggerezza che solo le Anime grandi sanno usare.

Cominciamo…

Ph.By Patrick Tomasso
Ph.By Patrick Tomasso

IL “VERO” EQUINOZIO

Oggi, 26 Settembre, a ROMA il sole è sorto alle 07:01 e tramonterà alle 19:01.
Gli orari sono riferiti ad un orizzonte sgombro come se ci trovassimo ad osservare il Sole…. in mezzo al mare (magari!😌).

Dalla differenza dei due orari (Tramonto – Sorgere) si capisce che oggi avremo un “dì” di 12 ore e altrettante 12 ore di notte (escludendo i crepuscoli).
🤔 Come è possibile se l’Equinozio (così chiamato dal latino ‘equa nox’ = giorno uguale alla notte…) è avvenuto 3 giorni fa e precisamente domenica scorsa 23 settembre?
🤔 Essendo entrati nella stagione autunnale, la durata della notte non dovrebbe già aver superato, sia pur di qualche minuto, quella del giorno?
🤥Errore?
Fake News ?
Niente di tutto ciò.
🤓Cerchiamo di dare una spiegazione a questo ‘ritardo’ che l’arco notturno registra nell’uguagliare e poi superare in durata l’arco diurno.

1) Il primo motivo è che convenzionalmente si considera l’istante del sorgere e del tramonto quando il lembo superiore del disco solare si trova all’orizzonte
(Vedi Figura sotto)

______Orizzonte______ 🌝

Già questo fa sì che tra il sorgere e il tramonto dello stesso giorno trascorra un intervallo di tempo (arco diurno) maggiore di quello teorico che invece considera il centro del Sole posto sull’orizzonte
(Vedi Figura sotto…..diversa da quella sopra!!)

🌝——- Orizzonte ——-

2) Ma la causa principale della strana disuguaglianza tra giorno e notte registrata all’Equinozio è la presenza dell’atmosfera che si comporta come una lente posta tra i nostri occhi e il Sole che rifrange (“piega”) i raggi luminosi.
Questo fa sì che, quando lo vediamo spuntare al sorgere e scomparire sull’ l’orizzonte al tramonto, abbiamo un “illusione ottica” dato che in realtà il nostro astro è ANCORA (al sorgere) e GIÀ (al tramonto) SOTTO L’ ORIZZONTE!

Nel giorno di oggi 26 settembre la ‘convenzione sul lembo’ (punto 1) insieme all’ ‘illusione ottica’ (punto 2) vengono pareggiate dal naturale avanzare dell’arco notturno e da domani 27 settembre REALMENTE, la notte supererà il dì, giorno dopo giorno, fino ad arrivare al suo massimo di durata al Solstizio d’Inverno nel prossimo dicembre. Allora ne riparleremo anche perché, pure sulla notte “più lunga che ci sia” (è proprio S. Lucia ?) ci sarà da fare un altro …discorsetto.
Per ora Buon Equinozio …quello vero!

icons8-ancora-40Paolo Giannetti

 

Ph. By NASA
Ph. By NASA

 

 

A PROPOSITO DI URAGANI…

1 Ottobre 2018. In questi giorni c’è un gran parlare di “MEDICANE”.
I meteorologi americani hanno coniato questa definizione di Medicane (MEDIterranean HurriCANE, letteralmente “Uragano del Mediterraneo”) per assonanza con il termine “Hurricane”.
Ci riferiamo ad un intenso vortice di bassa pressione che nei giorni scorsi ha preso vita nel Mar Ionio e che adesso sta interessando le isole greche. Le sue caratteristiche abbastanza marcate MA non eccezionali, sono però diventate, negli ultimi anni, sempre più frequenti nel Mare Nostrum. Si tratta di una struttura “simile” ad un ciclone tropicale, ma di sicuro NON si tratta del primo uragano della storia nel Mediterraneo (Meteo Bufala!) Cosa è allora un CICLONE TROPICALE? Ogni fenomeno meteorologico di tipo vorticoso e definito un CICLONE intendendo un veloce movimento rotatorio di masse d’aria intorno a un centro di bassa pressione combinato con un moto di traslazione. Il senso di rotazione è antiorario nell’emisfero nord e orario in quello sud, per effetto della rotazione terrestre. Il ciclone è provocato dalle alte temperature sulla superfice terreste/marina che, in certe regioni, creano zone di bassissima pressione e, quindi, di aspirazione. Verso tali centri convergono i venti con moto a spirale formando un vortice. I cicloni, a seconda di dove si formano si distinguono in TROPICALI (nella fascia tropicale) ed EXTRA-TROPICALI (quelle depressioni che normalmente attraversano l’ Europa alle medie latitudini). I ‘cicloni tropicali’ (ai quali spetta più propriamente l’appellativo di cicloni) sono di minore durata ma molto più intensi dei secondi e provocano venti di eccezionale violenza. Hanno un diametro di centinaia di chilometri e si formano sugli oceani a cavallo dell’equatore. A seconda di dove si dirigono prendono nomi diversi: URAGANO (hurricane, negli Usa, da hurican o huracan, nome caraibica che sta per “Dio del Male”), WILLY-WILLY (in Australia), TIFONE (typhoon, in Asia), BAGUYO (nelle Filippine).
TEMPESTA TROPICALE o URAGANO?
I meteorologi parlano di “URAGANO” soltanto per venti di eccezionale intensità. Finché i venti si mantengono sotto i 64 nodi (119 km/h) si tratta di TEMPESTE TROPICALI; Gli uragani veri e propri vengono invece classificati in 5 categorie secondo la seguente Scala di valori/effetti ( Scala Saffir-Simpson)
——–
1 – MINIMO
VELOCITA’ DEL VENTO 64 – 82 nodi (119 -153 km/h)
Danni limitati a barche, alberi, strutture mobili, insegne, tetti. Possono avvenire inondazioni nelle zone costiere, con risalite di non oltre un metro e mezzo.

2 – MODERATO
VELOCITA’ DEL VENTO 83-95 nodi (154 -177 km/h)
Danni di una certa rilevanza ad alberi e strutture mobili; danneggiamenti di lieve entità anche agli immobili (finestre, antenne, tetti); le barche rompono gli ormeggi. Sulla costa si possono osservare, a partire da 2-4 ore prima del landfall, inondazioni con acque fino a 2,5 metri oltre il livello medio. Può richiedersi l’evacuazione dei residenti delle zone meno elevate.

3 – FORTE
VELOCITA’ DEL VENTO 97-112 nodi (178-208 km/h)
Grandi alberi abbattuti, distruzione di strutture mobili, danni di una certa rilevanza alle case. Le basse zone costiere vengono interessate, 3/5 ore prima dell’approssimarsi del centro del ciclone, da inondazioni fino a 4 metri. Richiede l’evacuazione dei residenti.

4 – FORTISSIMO
VELOCITA’ DEL VENTO 113-136 nodi (209-251 km/h)
Gravi danni agli edifici (tetto e muri portanti); Alberi, cespugli, insegne e cartelli stradali vengono abbattuti. Le inondazioni possono presentarsi anche 5 ore prima del landfall del centro del ciclone, raggiungendo altezze prossime a 6 metri. Evacuazioni dei residenti delle zone costiere.

5 – DISASTROSO

VELOCITA’ DEL VENTO >137 nodi (>252 km/h)
Danni gravissimi agli edifici, che possono anche portare al loro abbattimento; completa distruzione di tutte le strutture mobili e completo abbattimento di alberi, insegne, cartelli stradali. Estese inondazioni nelle zone costiere, che possono superare l’altezza di 6 metri; Richiede l’evacuazione massiva di tutti i residenti delle zone costiere.

icons8-ancora-40 Paolo Giannetti