Domani “Superluna Di Sangue” ⚓

Ph.By: Altinay Dinc
Ph.By: Altinay Dinc

 

 

 

DOMANI “SUPERLUNA DI SANGUE”!

Ogni 29 giorni circa, la Luna, nel suo moto orbitale, si posiziona sul lato opposto al Sole e dalla Terra possiamo osservare il suo intero emisfero illuminato dai raggi solari: è la Luna Piena.

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Domani 21 gennaio il Sole, la Terra e la Luna di troveranno ‘perfettamente’ allineati e avremo un’ ECLISSE TOTALE DI LUNA.

Le eclissi lunari sono uno spettacolo che vale la pena di osservare anche se non così raro: ogni anno se ne possono verificare da 3 a 5.

Domani, all’alba, la luna (che abbiamo detto è in opposizione) sarà prossima al tramonto. Lo farà assumendo una sfumatura rossastra e in più apparirà più grande del solito.
L’ evento astronomico è particolare dato che si tratta di una combinazione di due affascinanti spettacoli che daranno origine all’eclissi definita “SUPERLUNA di SANGUE”.

“SUPERLUNA” in quanto, oltre che piena, appare più grande. Si troverà infatti alla minima distanza dalla Terra, (al PERIGEO), che è circa 363.000 km.
Solitamente le superlune appaiono più grandi del 14% e più luminose del 30% rispetto alla luna che vediamo normalmente nel cielo anche se questa differenza ad occhio nudo è quasi impercettibile.

L’ appellativo “DI SANGUE” deriva inoltre dall’apparente colore rosso della luna causato alla dispersione e dalla rifrazione della luce solare che attraversa la nostra atmosfera quando la Luna si trova “all’ombra” della Terra durante l’eclissi.

L’ eclisse avverrà alle prime ore di lunedì 21 gennaio, dalle 03:30 alle 08:40 circa, considerando anche le fasi di entrata e di uscita dalla penombra. La fase “clou” durerà dalle 05:40 alle 06:40 con il massimo intorno alle 06:12 (DURATA circa1 ora).(*)

(*) Teoricamente, date le dimensioni e le distanze in gioco, tutte le eclissi di luna non possono durare più di 1 ora e 47 minuti. La più lunga dell’ultimo secolo si verificò il 16 luglio del 2000, durando 1 ora e 46 minuti.

La luna piena che cade di gennaio è anche chiamata “LUNA DEL LUPO”, nome anticamente usato dalle tribù indiane d’America a causa dei lupi che ululavano durante le cacce di inverno per la ricerca di cibo.

Buona visione (nuvole permettendo) e arrivederci alla prossima Luna Piena di FEBBRAIO (che cadrà il 19) detta anche LUNA DELLA NEVE o DELLA FAME denominata così dagli stessi indiani per le dure condizioni di caccia in quel periodo.

icons8-ancora-40Paolo Giannetti

Siamo al Perielio! ⚓

Ph. by Meteoweb
Ph. by Meteoweb

 

 

 

 

SIAMO AL PERIELIO!

Il 21 dicembre scorso si è parlato di SOLSTIZIO invernale, una particolare posizione della Terra che spesso viene erroneamente associata alla sua DISTANZA ORBITALE dal Sole.

Viene definito PERIELIO il punto che la Terra occupa lungo la sua orbita quando si trova alla minima distanza dal Sole mentre l’AFELIO è il punto più distante.

Oggi la Terra alle 7:00 ora italiana è stata nel punto PIÙ VICINO (in PERIELIO), a 147 milioni di km dal Sole, circa 5 milioni di km più vicino rispetto all’AFELIO dello scorso 6 Luglio e del prossimo 4 luglio (152 milioni di km).

Il fatto che il Perielio avvenga in data prossima a quella del Solstizio invernale (13 giorni dopo) è solo una coincidenza. Le due cose NON sono in relazione, tanto è vero che in questo punto più vicino al Sole siamo in Inverno mentre nel punto più lontano in Estate.
Vale la pena di ricordare che le STAGIONI sono determinate esclusivamente dall’inclinazione dell’asse terrestre (23°27′), ma il PERIELIO e l’AFELIO ne influenzano le DURATE.
Vediamo perché.
Quando la Terra è più vicina al Sole, il nostro pianeta si muove più velocemente sulla sua orbita [Una legge formulata da Keplero] tanto è che in questo momento, mentre state leggendo, stiamo “correndo” in questo enorme “circuito” che è l’orbita, alla MASSIMA VELOCITA’ di 30 chilometri al secondo (circa 108000 chilometri all’ora!!). Questa velocità è 3600 km/h (!) più veloce rispetto a quando la Terra si trova più lontana dal Sole (in Afelio).

Come effetto di questa “accelerazione” della Terra nel nostro emisfero gli Inverni durano 5 giorni di meno a vantaggio di ESTATI altrettanto PIÙ LUNGHE.
Per l’emisfero Sud invece, in maniera speculare, sono gli INVERNI ad essere PIU’ LUNGHI!

Questa (sia pur piccola) differenza nei “giorni di riscaldamento” tra i due emisferi durerá per un bel pò..e vediamo quanto.
A causa del complesso moto dell’orbita della Terra, influenzata da altri pianeti, questa differenza tra le durate delle stagioni all’interno di un anno ha anch’essa una ciclicità.
In circa 10 000 anni le estati australi diventeranno 5 giorni più lunghe degli inverni mentre nel Emisfero Nord avremo 5 giorni in più di inverno.

icons8-ancora-40Paolo Giannetti

 

Auguri ai nostri lettori con l’esposizione solare a forma d’infinito!

Analemma IMG-20181230-WA0035 by P.G.

L’ analemma (dal greco ανάλημμα, “basamento, sostegno”) è una forma di otto o “lemniscata” (foto) che si ottiene da un’ esposizione fotografica del Sole per OGNI GIORNO dell’anno, esattamente alla STESSA ORA, nella STESSA LOCALITA’ con la fotocamera puntata sempre esattamente nella STESSA DIREZIONE e sovrapponendo poi tutte le immagini (o almeno una parte significativa).

Dalla figura ad “8” e dal concetto di ciclicità annuale del segno è derivato il simbolo di INFINITO usato in matematica.

Perchè questa forma?
Ciò è dovuto a:

1) INCLINAZIONE dell’asse terrestre rispetto all’orbita (circa 23 ,5 gradi).

2) Forma di ELLISSE dell’orbita terrestre.

Queste due cause fanno sì che l’altezza massima sull’orizzonte che il Sole raggiunge NON è uguale giorno dopo giorno (Causa 1) e NON con la stessa periodicità di 24 ore (Causa 2);
L’ effetto combinato è la figura descritta.

La distanza tra la parte superiore dell’8 e la sua estremità inferiore è prodotta dalla declinazione del Sole (inclinazione dell’asse terrestre), mentre la “larghezza delle pance” indica lo scostamento della posizione del Sole (in anticipo o in ritardo rispetto al tempo “medio” dato dagli orologi), prodotto dal moto irregolare di rotazione della Terra nel suo percorso orbitale ellittico.

L’inclinazione dell’asse della figura (/) dipende dall’ ora scelta per il fermo immagine:

\ Ore Antimeridiane
| Mezzodì
/ Ore Pomeridiane (caso della foto)

Più adagiato sarà l’asse sull’orizzonte e più l’ora scelta per il fotogramma è vicina al sorgere o al tramonto

Se l’orbita terrestre fosse perfettamente circolare e centrata attorno al Sole e l’asse terrestre fosse perpendicolare all’orbita, il Sole apparirebbe sempre nella stessa posizione ogni giorno alla stessa ora e non si avrebbe alcun analemma, (Avremmo un punto!).

Se l’orbita fosse circolare ma con l’asse inclinato, i due lobi della figura sarebbero perfettamente uguali e simmetrici.

Se l’asse non fosse inclinato ma su orbita ellittica, l’analemma sarebbe costituito da un segmento rettilineo in senso orizzontale (Est-Ovest).

Una curiosità. C’è chi si diverte a “disegnare” l’analemma del Sole visto da altri pianeti, ad esempio su Marte. In quel caso, per i parametri dell’orbita e dell’ asse del pianeta rosso, la figura assomiglia ad una ….goccia.
Buon Analemma… Buon Anno!

icons8-ancora-40Paolo Giannetti

Lucia D’Aleo

A me piace chiamarla Stella Cometa ⚓

Ph. By: Gerald Berliner
Ph. By: Gerald Berliner
🔭
Questa notte (cielo sereno permettendo..) potremo osservare la “Cometa di Natale”!!!!
Sarà alla minima distanza dal nostro Pianeta (passerà a ‘soli’ 11,5 milioni di chilometri..) e al massimo della visibilità.
Si potrà scorgere accanto all’ammasso delle Pleiadi, qualche ora dopo il tramonto e la condizione ideale per osservarla è lontano dalle luci delle città.
Questa cometa si chiama
’46P WIRTANEN’
in omaggio al suo scopritore, Carl Alvar Wirtanen
(1910 – 1990), un astronomo
statunitense, a cui va il merito di avere osservato per la prima volta anche otto ‘asteroidi’, di cui uno, chiamato con una fredda sigla “(29075) 1950 DA” ma che presenta una discreta probabilità di impattare la Terra nell’anno 2880!😳Che differenza c’è tra una COMETA, un ASTEROIDE e un METEORITE?☄
La COMETA è un corpo celeste, composto prevalentemente da ghiaccio. Una specie di “palla di neve sporca”, contenente sostanze volatili come biossido di carbonio, metano e acqua ghiacciati mescolati con polvere e altri minerali. La “sublimazione” (passaggio diretto dallo stato solido a quello aeriforme) che avviene quando la cometa è in prossimità del Sole causa la formazione della CHIOMA (una nube rarefatta che si genera attorno al nucleo) e della CODA (nube che si allunga dalla chioma nella direzione del vento solare).🌕
Cosa è un ASTEROIDE?
Gli astronomi definiscono pianeta ogni corpo freddo o inerte (non dotato di luce propria) che percorra un’orbita intorno al Sole. In questa categoria rientrano dunque, non solo i 9 più noti del nostro sistema solare, ma anche un gran numero di corpi celesti più piccoli che percorrono orbite attorno al Sole e con caratteristiche fisiche analoghe ai maggiori. Essi vengono appunto denominati Asteroidi o “Pianetini” e si stima che ne esistano circa 300.000, la maggior parte dei quali orbita tra Marte e Giove.
L’ asteroide più grosso è Cerere, (diametro di circa 950 km), seguono Pallade e Vesta di circa 550 km di diametro. I pianetini più grandi sono quasi sferici, però forme allungate e irregolari sono comuni tra quelli di diametro inferiore a 150 km. La maggior parte degli asteroidi ruota attorno al proprio asse, con periodi (giornate) comprese tra le 6 e le 20 ore;🌠
Un METEORITE è il residuo di un piccolo Asteroide o Pianetino dopo il processo di “ablazione” (distacco di materiale dalla superficie per vaporizzazione ed erosione ) che avviene nel suo passaggio attraverso l’atmosfera, incendiandosi e bruciando completamente prima di raggiungere il suolo terrestre. La scia luminosa che si forma per pochi secondi è chiamata meteora, bolide o “stella cadente”.
icons8-ancora-40Paolo Giannetti

La magica notte più lunga dell’anno ⚓

Ph. By Keong Anggora
Ph. By Keong Anggora

 

 

PERCHE’ S. LUCIA NON È IL GIORNO PIU’ CORTO CHE CI SIA? Sarebbe corretto dire “NON LO E’ PIU’ …dal 1582! Tutti conoscono il detto «Santa Lucia: il giorno più corto che ci sia». Il 13 dicembre viene infatti preso a riferimento come il giorno (arco diurno) più breve dell’ anno, cioè quello in cui si registra il minimo intervallo di tempo tra l’alba e il successivo tramonto e dopo il quale le “giornate” tornano di nuovo ad allungarsi: Il poeta inglese John Donne descriveva questo giorno, in un sonetto, come «la mezzanotte dell’anno». In realtà tale condizione si verifica, dati astronomici alla mano, nel giorno del SOLSTIZIO che cade invece il 21 o il 22 di dicembre (quest’anno il 21). Questo perchè? La “colpa” di questo sfasamento tra la tradizione e la realtà va attribuita alle conoscenze astronomiche non del tutto precise degli antichi Romani. Nel 46 a.C., infatti, Giulio Cesare dette incarico di mettere ordine nel calendario in uso all’epoca, che vedeva continui sfasamenti. Il calendario giuliano fu un deciso passo avanti, grazie all’introduzione del mese bisestile ogni quattro anni. Il “giorno in più” serviva, come accade ancora oggi, a recuperare la differenza tra i 365 giorni dell’anno segnati normalmente dal calendario e i 365 giorni e 6 ore che rappresentano l’effettiva durata del tragitto che la Terra compie attorno al Sole. (Sei ore in più, per quattro anni, danno appunto la durata di un giorno, che dovrebbe riportare in pari le cose). Purtroppo, però, le 6 ore usate dai Romani per il calcolo dell’anno bisestile erano solo una approssimazione della durata esatta dell’anno solare che è (ancora più precisamente) di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. La differenza, in meno, è appena di undici minuti, ma abbastanza grande da portare, nel corso dei secoli, ad accumulare un ritardo che dopo quasi 15 secoli era arrivato attorno ai dieci giorni. Nel Medioevo il Solstizio era dunque più vicino al giorno di Santa Lucia che al 21 dicembre, giustificando pienamente il detto popolare. Fu solo nel 1582 che le cose vennero rimesse a posto. Papa Gregorio XIII che diede il via al calendario gregoriano e decise di far “saltare il mondo” dal 4 al 15 ottobre: i giorni in mezzo, quelli dal 5 al 14 ottobre del 1582, per molti dei nostri calendari non sono mai esistiti. Dopodiché, per evitare nuovi slittamenti come nel calendario di Giulio Cesare, il meccanismo scelto da Papa Gregorio introdusse un sistema di compensazione che in corrispondenza dell’inizio del secolo fa saltare l’anno bisestile (e siccome anche così il calcolo non è del tutto preciso, pure questa regola ha però la sua eccezione e lascia bisestili gli anni corrispondenti al secolo che siano divisibili per 400, motivo per cui il 2000 fu bisestile così come lo sarà il…2400 !). Dal 1582 dunque il solstizio si è spostato nelle date che conosciamo oggi, anche se non tutti i Paesi adottarono il nuovo calendario nello stesso anno: John Donne che abbiamo già citato scrisse il suo sonetto all’inizio del 1600, cioè dopo la riforma, ma in Inghilterra il calendario gregoriano fu adottato solo nel 1750 e quindi per lui il solstizio era ancora attorno al 13 dicembre. Anche l’insurrezione bolscevica di Pietrograd del 1917 avvenne a ottobre per Lenin e i suoi compagni (in Russia si usava ancora il calendario giuliano) ma a novembre per gran parte del resto d’Europa. Gli appassionati di astronomia segnalano che, in ogni caso, attorno al 13 dicembre qualcosa nelle nostre giornate succede. È in questi giorni, infatti, che l’ora del tramonto del Sole arriva, secondo i nostri orologi, al suo minimo annuale. Per una complicata combinazione nei calcoli dell’”ora media”, (quella che segnano i nostri orologi), e dell’ “ora solare”, da oggi in poi il tramonto comincia a ritardare a poco a poco ogni giorno, dando l’impressione che i giorni siano già tornati ad allungarsi.

Auguri, comunque, a tutte le Lucia!

icons8-ancora-40Paolo Giannetti

Giornata dei “Defunti”?

Ph. by Joy Real
Ph. by Joy Real

Che la morte non esista ormai è nella profonda conoscenza di molti. Forse non della maggioranza di noi.
Qualcosa di profondamente umano ci porta ancora a compiere il rito, certamente sentito, delle visite al Cimitero, e oggi 2 novembre più che mai, in ricordo delle persone amate milioni di fiori recisi presto marci e maleodoranti daranno più pace ai ricordi dolorosi di chi ancora non comprende che la separazione da loro non esiste davvero. Tuttavia, questo è nella normalità delle cose. Tutti soffriamo anche sapendo che la morte è solo un fatto che riguarda il corpo fisico.
Io non soffro oggi più degli altri giorni della mia vita perché mi manca terribilmente mia madre. “Lei” mi manca sempre. Non sono andata a vistare la sua lapide perché vivo lontana, ma oggi come ogni giorno della mia vita le offro i miei Pensieri di luce, tanti, quelli di ogni giorno da quando mi ha apparentemente lasciata. Ogni giorno un sorriso e un pensiero di luce, sempre connesso con la sua Anima. La mia sofferenza dopo oltre tre anni dalla sua morte fisica è diversa, con una pace che nasce dal saperla in Quarta Dimensione. Ho tanto cercato il mistero profondo della vita e della morte e ora sono davvero nella verità che mi conforta, nella verità che a volte si trova ancora nella mente, ma in un grande momento di trasformazione e di passaggio nel sentire profondo.
Molto è stato scritto sulla morte. Per questo oggi, che non posso andare al cimitero seguendo anch’io la ritualità di un gesto rispettosamente umano, faccio una cosa diversa. Ricordo a chi mi legge che la morte non esiste con alcune pietre miliari di tutto quello che è stato scritto sulla morte e che erroneamente è stato attribuito a Sant’Agostino. Riferimenti non solo consolanti, ma illuminanti per tutti, parole che sono luce per il buio della perdita fisica dei nostri cari, da leggere, ascoltare, comprendere. Farci andare oltre i cimiteri dove fortunatamente non si trovano più le persone che ameremo per l’eternità e che sono solo oltre il Velo, con noi e altrove. Essendo l’Anima multidimensionale come ha comunicato Kryon, ascoltate da soli i sussurri di chi non ha certo smesso d’amarvi, ma vi ama anche di più.
LD’A

La morte non è niente. Non conta.
Io me ne sono solo andato nella stanza accanto.
Non è successo nulla.
Tutto resta esattamente come era.
Io sono io e tu sei tu
e la vita passata che abbiamo vissuto così bene insieme è immutata, intatta.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il vecchio nome familiare.
Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce,
Non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Sorridi, pensa a me e prega per me.
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima.
Pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
È la stessa di prima,
C’è una continuità che non si spezza.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Va tutto bene; nulla è perduto.
Un breve istante e tutto sarà come prima.
E come rideremo dei problemi della separazione quando ci incontreremo di nuovo!

Henry Scott Holland , canonico anglicano della St Paul’s Cathedral Henry, Da un sermone che egli pronunciò in St Paul’s Cathedral a Londra il 15 maggio 1910, poco dopo la morte del re Edoardo VII.

Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!
 

Padre Giacomo Perico, 
Fonte: “Resta con noi Signore!” San Paolo Edizioni, 2001
Padre Giacomo Perico (Ranica, 1911 – Milano, 2000), sacerdote gesuita, dal 1940 nella Compagnia di Gesù. Specializzato in problemi di bioetica e nelle tematiche della vita familiare e sociale, ha fondato nel 1946 il Centro Studi Sociali di San Fedele (Milano) che ha dato origine alla rivista Aggiornamenti Sociali, sulla quale ha scritto 248 articoli. Nel 1960 ha dato vita all’Istituto Giulio Salvadori per “bambini soli” accanto a quello femminile già esistente.

La morte non è “fine” ma “passaggio” ossia transito, perché il morire non è uno stato ma un “processo” ossia una “esperienza di confine”, un vissuto di soglia, un cambio di stato. Questo perché la morte considerata come fine, cioè come evento definitivo, porrebbe “l’osservatore in uno stato che non gli consente più di comunicarne la propria esperienza”.
La morte, come la nascita, è “un episodio”, un momento, un transito all’interno di processo più vasto, di un grande mistero, il mistero dell’anima, che esiste al di là della coscienza e della “serie dell’Io” e che si estende quindi anche al di la del tempo e dello spazio.

C.G.Jung

 

 

Seminario “Sussurri dal Cielo”: davvero, e non solo sussurri.

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Quando nella mia pagina Agenzia Stampa segnalo degli eventi che ritengo importanti per la crescita spirituale, la nostra evoluzione animica, o l’illuminazione di alcuni che di Spiritualità sanno poco di vero e si pongono molte domande, io seguo il cuore.
E così ho fatto quando la mia amica Angela Lo Cuoco mi ha segnalato il Seminario Sussurri dal Cielo, che si è tenuto ieri 28 ottobre a Roma.
L’ho fatto anche per la presenza tra i relatori di persone a me già ben conosciute, Marina Schettino che qui voi avete conosciuto come “Voce” di Santa Chiara, e Nicola Rachello, la cui guida è San Francesco, e che ieri ha presentato degli oli specialissimi che Francesco stesso intende donare in aiuto a chi già sta compiendo un cammino interiore, agendo dal corpo fisico a tutti i nostri corpi sottili. Di Marina e Nicola conosco il cuore e non avevo dubbi che nel corso del Seminario mi avrebbero fatto riprovare emozione nel sentire le loro vibrazioni animiche purissime, anche al di là delle loro parole.
La sorpresa è stata la conoscenza davvero emozionante degli altri relatori, o meglio, “testimoni dell’Oltre”. E di alcuni in particolare, con i quali ho scambiato una promessa: approfondire per tutti voi parole, concetti, sensazioni che io stessa ieri ho provato. Chiedere loro di trasmettere nel modo più semplice possibile a chi cerca risposte, cosa vuol dire per noi, Anime in cammino, essere pezzetti di DIO!
Questo in effetti ormai è l’unico vero messaggio che vorrei portare a tutti quelli che mi leggono, avendo ormai salda nel cuore questa certezza che a me è costata anni di dolore e fatica e soprattutto molte cadute che ricordano troppo il dolore, quando invece i messaggi del Creatore sono messaggi di pura Gioia.
Oggi il tempo che noi conosciamo come tale è un tempo diverso per tutti, tutto ormai accade visibilmente in modo accelerato e lo sanno tutti coloro i quali come me hanno finalmente risposte che si testano con l’esperienza, i battiti del cuore, le coincidenze e i…Sussurri dal Cielo, appunto.
“Non sono io che parlo….qui oggi c’è uno stuolo di Maestri che prendono la parola”, ha comunicato Rosa Mura, pranoterapeuta e operatrice olistica un tempo, il tempo dell’ego e della mente, Avvocato. Le sue parole infatti, fluivano in perfetta alternanza e naturalezza con parole che i Maestri le sussurravano, e la certezza che così fosse davvero mi veniva dalla sua spontanea naturalezza, dalla totale assenza d’artefazione ma, soprattutto, dall’emozione del cuore che dà le risposte e soprattutto non genera dubbi a chi come me ha empatia per i puri di cuore come per i truffatori.
Daniele Omazzoli, counselor professionista, scrittore e specializzato in tecniche di guarigione individuale, anche lui un tempo informatico che ha abbandonato il suo lavoro per i dubbi sussurrati dall’Anima, ha parlato di coincidenze e sincronicità, strumenti del mondo spirituale che a me per prima ieri si sono rivelate in modo inequivocabile. Elisabetta Lupano, che ha confermato con la sua esperienza di Medium quanto la morte non esista e che la comunicazione con i nostri cari defunti è cosa facile e perfino gioiosa e infine, per me la sorpresa più straordinaria, Maria Chiara Farneti, musicologa e molto altro che io definisco come Voce dell’Oltre, che canalizza i Maestri Spirituali nel modo più vicino che esista a Dio: la musica, cantando con voce quasi non umana ma celestiale, parole e sussurri di suoni sconosciuti in modo che non può non definirsi SPIRITUALE.
Grazie a tutti voi, che conosceremo ad uno ad uno, e grazie alle organizzatrici dell’evento, Patrizia Crisalide Mantegazza e Angela Lo Cuoco, mia amica e compagna di cammino.
LD’A.

La guarigione del “Lasciare Andare”

Il silenzio del Nautilo, Disegno di Lucia D'Aleo
Il silenzio del Nautilo, Disegno di Lucia D’Aleo

 

Che la vita sia una guerra da vincere attraverso innumerevoli battaglie, è un concetto obsoleto, ma terribilmente radicato ancora nella maggioranza di noi.  Siamo convinti che la pace può arrivare solamente attraverso la guerra.

E’ una delle convinzioni più radicate di noi uomini che abbiamo in effetti molti e gravi problemi da risolvere.  Si sa però, che tanto più una convinzione è radicata, tanto più difficile è cambiarla fino ad estirparla, fino a farla diventare con il cambiamento del pensiero, rinnovamento, rinascita.

Davanti ai nostri problemi, pur grevi o gravi che siano, noi usiamo violenza contro noi stessi, ostinandoci nel perseguire sentieri che ci hanno già impedito di trovare la strada maestra per la soluzione.  E perseguiamo nella lotta che crediamo ci porterà al cambiamento.  E non si può, infatti “non fare”. Non è questo il punto. Non stiamo parlando delle azioni necessarie e sane per affrontare un problema.  Non stiamo parlando di passività, inerzia, abbandono.

Si parla della violenza che usiamo contro noi stessi quando abbiamo fatto molti tentativi e siamo molto stanchi.  Fatti i razionali tentativi e usata ogni chiave per trovare la soluzione, comincia la violenza, la testardaggine, l’affanno e le notti insonni e il pianto disperato che segna il volto. E la malattia.  Tutto diventa lotta estenuante che stordisce i sensi e non lascia intravedere vie d’uscita.

Questo è il comportamento del nostro Ego, che sinceramente crede, e con grande convinzione, che se smettiamo di “fare”, affannosamente lottando, le cose non solo non cambieranno, ma addirittura peggioreranno.

No. C’è un luogo di grande pace dentro di noi con il quale dobbiamo connetterci in silenzio sacro e riposare.  E’ il luogo della “resa”, che non è arrendersi con passività…no. E’ un momento senza un tempo stabilito di un riposo dell’Anima.

E’ quel momento benedetto dove l’equanimità permette ad altre prospettive d’essere scorte, alle soluzioni mai pensate di rivelarsi naturalmente ringraziando Dio con il quale stiamo collaborando.

Da questo luogo di pace assoluta della resa sana e balsamica siamo in grado di fare il prossimo passo che potrebbe significare …non fare alcun passo!

E’ seguire l’onda e non resistere più, perché la resistenza assoluta crea solamente altra resistenza e impedisce il flusso di una vita migliore.

Quando siamo davvero molto stanchi di lottare per ogni istante della nostra vita, è forse tempo di smettere di farlo, semplicemente, scivolando nell’abbraccio di quello straordinario “Qui e Ora” che ci permette di non lottare più.

Per cambiare le cose, molto più spesso di quanto crediamo, è necessario smettere di provare a cambiarle.

LD’A

Francesco D’Assisi: il Maestro della Decrescita!

Ph dal film "Fratello Sole, Sorella Luna
Ph dal film “Fratello Sole, Sorella Luna

Quando nel 1972, nelle sale cinematografiche italiane uscì Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli, io ero poco più di una bambina e poco meno di una ragazza, ma questo non m’impediva di possedere già una personalità ben definita che trovava nella vita e nelle scelte di Francesco degli elementi che avrebbero caratterizzato anche la mia vita.

Quel film lasciò un segno forte su di me: già da allora, un vago senso d’inquietudine mi diceva che la felicità dell’Essere doveva risiedere altrove che nell’abbondanza di beni materiali, oltre la ricchezza, oltre il denaro.

Magari in un posto che a quel tempo non sapevo si chiamasse Anima. In un Universo dentro e fuori di noi che ci vedeva una sola cosa.

Il momento in cui Francesco si denudò dinanzi all’attonito padre e alla folla sgomenta, io sussultai di gioia e come lui forse mi sentii libera, una libertà dettata dal più incondizionato amore per Cristo e i suoi insegnamenti che forse nulla avevano a che vedere con la visione della Chiesa cattolica d’allora. Lo spogliarsi dai propri abiti da parte di Francesco, era il simbolo della messa a nudo della propria essenza, mettendola a servizio dell’Amore: vero motore spirituale.

Francesco aveva appena 24 anni quel giorno di febbraio dell’anno 1206. Si spogliò delle vesti accogliendo la povertà totale, per abbracciare una ricchezza molto più alta e assoluta che ancora oggi la Chiesa cattolica vuol condurre alla propria fede.

Quel gesto oggi sarebbe inadeguato. Dobbiamo essere onesti nel dire che nessuno di noi, in questo tempo e in questo mondo potrebbe rinunciare a tutto volontariamente per abbracciare la povertà assoluta.

Portando quel gesto così significativo ai nostri tempi e ai nostri bisogni, mi sento di proclamare simbolicamente Francesco D’Assisi il protettore incondizionato della necessaria “Decrescita” contemporanea! Ricordando oggi San Francesco, potremmo provare ad apprezzare sul serio e in modo non occasionale tutto quello che abbiamo. E scoprire cose che non riusciamo a vedere con i soli nostri occhi.

LD’A.

Trovate quest’articolo anche sul Sito di Decrescita Felice Social Network

L’IMPORTANZA DI NON CHIAMARSI GIUDA…ISCARIOTA

Immagine di San Giuda Taddeo nella Chiesa di San Salvatore in lauro, Roma
Immagine di San Giuda Taddeo nella Chiesa di San Salvatore in Lauro, Roma

Premettendo che i Santi altro non sono coloro i quali oggi è più consono chiamare Maestri Ascesi, e premettendo che ognuno di questi Maestri possa o voglia avere la missione di aiutare, sostenere, guidare altre Anime, ancora incarnate e in Terra per evolversi, oggi voglio scrivervi di San Giuda, dolcissimo amico che in meditazione mi ha preso per mano e invitato a “danzare la vita”.
San Giuda?!?
Come, quello che ha mandato in croce Gesù Cristo…il traditore per eccellenza, quello che oggi può essere solo il santo protettore di tutti gli infedeli?
No, quello era Giuda Iscariota. E faceva parte di un disegno ineluttabile e stabilito forse dallo stesso Dio, quindi già prendersela con lui è fuori luogo, oltreché contrario al concetto di perdono cristiano.
Tuttavia, l’immaginario collettivo lo ha condannato per tradimento e non lo ha perdonato nemmeno sapendo che impiccandosi si era già autopunito.
Di questa fama nefasta e greve per l’Iscariota, ha parzialmente subito delle conseguenze il mio San Giuda, che tra gli Apostoli era il Taddeo, anche imparentato per parte di padre con Gesù, essendo figlio di Alfeo, fratello di Giuseppe, dunque cugino di Gesù, nonché fratello di Giacomo il minore, altro noto Apostolo. La madre, per amore di parità di genere, era Maria di Cleofa.
Per questa mancanza di conoscenza popolare, San Giuda Taddeo, sembra più disposto ad ascoltare le suppliche dei disperati, e non ha certo problemi a farsi conoscere se uno di questi non ha avuto successo con Santa Rita, per esempio.
Io l’ho conosciuto in uno dei modi più piacevoli che conosco per passare il mio tempo libero: leggere.
E’ con un libro decisamente giallo e appassionante che San Giuda è entrato prepotentemente nella mia vita e vi è rimasto: XY, di Sandro Veronesi, che meriterebbe un articolo a parte per la passione che innesca nei cuori e molto altro, per esempio il modo originalissimo, unico direi, con cui tratta uno degli argomenti più discussi dal genere umano: il male.
La storia di Veronesi è ambientata proprio in un paesino immaginario dell’alta Val Di Non, in Trentino e si chiama, appunto, Borgo San Giuda. E’ quasi naturale dunque che tutto il paesino in questione veneri San Giuda Taddeo.
Ora, per questa sua mancanza di notorietà, di certo ha più tempo per noi umani, e vi assicuro che oggi si trova in cima alle classifiche cattoliche di Santi che si occupano di cause “impossibili”.
Al di là della mia innata vena ironica, io so che colui il quale un tempo era chiamato Giuda Taddeo, Apostolo del Cristo, autore dell’apocrifo Vangelo di Taddeo, si manifesta ai casi disperati, quando davvero ne hanno bisogno.
E’ con immensa gioia che ho proseguito le mie ricerche su di lui, e l’ho “visto” anche durante le mie due sedute di IADC Therapy con il Dott. Claudio Lalla. Mi ha preso per mano, conducendomi, e dicendomi, appunto, “danza la vita”. Lui sa che di danzare con leggerezza ho davvero bisogno.
Che meditino dunque i casi impossibili.
Le reliquie di San Giuda Taddeo si trovano a Roma, nella Basilica di San Pietro.
Giuda Taddeo è morto, presumibilmente il 28 ottobre del 70d.C., trafitto da lance e colpito da mazze, in Persia, dopo aver fatto convertire al Cristianesimo oltre 60.000 persone.

LD’A.