Noi e il Doppio: conosciamolo per affrontarlo

René Magritte - Il Doppio Segreto
René Magritte – Il Doppio Segreto

Parlando a una mia amica intima del mio conflitto dilaniante tra quello che amo fare e vorrei fare nel modo più assoluto con il cuore e la mia continua fuga dal farlo, apprendo che esiste una strana figura che ci accompagna dalla nascita: il “Doppio”.

La mia amica, fortemente steineriana, mi dice con la sua usuale enfasi che accompagna le cose in cui crede molto:

-E’ il Doppio! Anche io impazzisco con il Doppio!”. Però è strumentale, esiste per farti superare gli ostacoli che tu stessa ti poni! Dobbiamo vincerlo capisci! –

Mi racconta poi molte delle sue battaglie quotidiane che sono le mie, moltiplicate per quel che mi riguarda in anni, troppi ed estenuanti. E comunque il Doppio a me fa antipatia. Per cui, finita la conversazione, decido di ignorare un chicchesia di qualunque forma che viva dentro il mio corpo e mi dico che non esiste. Continuo pertanto a dare a me stessa la responsabilità dei continui fallimenti; a situazioni passate la “colpa” dei blocchi insormontabili che impediscono alla mia creatività di prendere forma e a ogni mio talento di emergere.

Poi, una mattina di marzo eccolo. In un sogno fatto in astrale si presenta. Mi fa la corte, sembra più giovane di me, è un mulatto e anche bello. Ha chiaramente intenzione di portarmi a letto. Gli dico chiaramente che non voglio proprio fare l’amore con lui. Non ricordo in che modo continua a corteggiarmi, ma so che mi bacia ed è lì che sento la sua malvagia esistenza: la sua lingua mi avviluppa la bocca e poi la gola……mi rendo conto di sentirla insinuarsi dentro la gola e ancora più dentro di me.

Al mio risveglio non capisco subito, ma durante il corso della giornata m’illumino: è lui, il mio Doppio è un mulatto belloccio e perfido. Esiste e sapendo che ero ormai troppo vicina alla meta dovesse presentarsi, farmi sapere che esiste, che mi sono sbagliata a negare la sua esistenza e che la sua esistenza non mi permetterà mai di farcela.

Ebbene ….ha fatto una grave mossa, totalmente sbagliata se avesse giocato a scacchi: si è condannato a morte. Io oggi sto scrivendo in una condizione completamente opposta al solito rimandare.

Benvenuto nella mia “coscienza”. Ora esisti e posso ignorarti!

In verità non ha mai smesso di provarci, quel sogno risale ad almeno un anno fa. Mi sono persa ancora e ancora, ma il risveglio della propria coscienza è irreversibile e anche il doppio ha fatto la sua parte.

La figura del Doppio è stata ampiamente trattata in letteratura in vari modi e sotto svariati aspetti. Autori straordinari e autorevoli ne hanno scritto e io stessa tornerò sull’argomento.

Tuttavia è vitale a mio parere comprendere il denominatore comune che nel caso della nostra evoluzione ha un ruolo determinante, e proprio Rudolf Steiner ne ha parlato addirittura in cinque sue conferenze: la funzione del doppio è quella dell’abbattimento dei nostri limiti. Steiner fa importanti rivelazioni sulle caratteristiche e l’agire di entità ben note come forze dell’ostacolo. Prenderne conoscenza permette di comprendere il loro operare entro l’essere umano e nella società. Compito precipuo dell’umanità attuale è proprio di tenere gli occhi ben aperti per riconoscere e confrontarsi con i potenti esseri spirituali che manovrano incessantemente per deviare l’uomo dalla sua meta evolutiva. Si avrà la meglio sul male solo attraversandolo coscientemente e non aggirandolo.

Letture:

https://www.amazon.it/laltro-Racconti-fantastici-sul-Doppio/dp/8806170996

Rudolf Steiner, il Mistero del Doppio:

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_mistero_del_doppio.php

 

Ama il Prossimo Tuo come Te Stesso

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 Da alcuni anni ogni estate, una serie di eventi o il risuonare di una frase nella mia mente accompagnata dall’emozione del cuore mi consegnano le istruzioni per l’uso di un regalo che poi devo farmi da sola: un gradino in più di una scala che porta alla mia personale evoluzione.

Io, disubbidiente cronica da più vite e in certe occasioni ottusa, non sempre mi lascio andare a queste istruzioni semplici e lampanti perché lascio prevaricare la razionalità, nemica pubblica di noi tutti.

Oggi vorrei soffermarmi su una di queste istruzioni, perché riguarda la stragrande maggioranza dei terrestri, anzi, proprio ciascuno di noi.

“Ama il Prossimo Tuo come Te Stesso”.

E’ arrivata già dal 2016 questa frase che echeggia da sempre nei nostri ricordi infantili, ma cosa vuol dire?

Vi prego di scrivere liberamente le vostre risposte, perché io ci sto ancora molto lavorando. Trovo il tema tra i più complessi e a tratti controversi in quanto molto adeguato a sconfinare in un egoismo estremo.

LD’A

Prima del Blog, Articolo Uno

Foto: Nerina Toci
Foto: Nerina Toci

 

 

 

 

 

Dio,

agogno i silenzi più del frastuono del mondo, eppure mi ritrovo a parlare ancora molto più di quanto dovrei.  Non ho ancora imparato a tacere.

Perché vuoi che scriva di te in questo mio blog che stenta a nascere proprio perché scappo da sempre da quella me stessa che siede alla scrivania e scrive?

“Scrivere, scrive, Io sono scrivendo, scrittoio, scriba, scrittura, scr, scr, scr……. ESSE, Ci, ERRE si animano nella mia mente e come Alice nel suo meraviglioso e angosciante paese diventano grandi grandi e piccole piccole, come se avessero bevuto la stessa miracolosa bevanda di Alice.  M’inseguono, vogliono avvolgermi e rassicurarmi ma io scappo da loro.  Scappo da me.  Scappo dalla vita di cui – sono certa- sento la non appartenenza.  Sono totalmente fuori luogo in questo Pianeta e vivo svegliandomi ogni giorno con la speranza di tornare a casa.  La tua.  La nostra casa vera.  Qui sono inadeguata e ho lasciato ogni mio talento incustodito, incolto e sofferente.  La mia Anima ne è adorna, lo so, eppure il mio io semicosciente mi ha chiusa in prigione.

Sono anni ormai che scappo dalla scrittura, mia compagna da sempre.  Il Tempo non è che una delle percezioni umane, non vi è dubbio: quando ero ragazzina i miei pomeriggi erano eterni e il pensiero che dopo il pranzo avevo da scrivere anche solo una lettera rendeva il mio cuore gonfio di gioia straripante come un pane che lievita.  Pomeriggi infiniti e quasi senza tempo, dal sapore di pane burro e marmellata di ciliegie.  Pane che mia madre tagliava sempre spesso, burro spalmato non troppo.  Perché ora il tempo sembra volare sul serio, anche quando passo in casa un intero pomeriggio e mi riprometto che scriverò?  Cosa m’impedisce di scrivere?  Oppure chi, mio Dio?