Quando vien la candelora…2 febbraio ⚓

Ph. By Fondazione Manziana
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2 Febbraio “LA CANDELORA” Candelora è il nome popolare della festa della Presentazione al Tempio di Gesù, che è celebrata il 2 febbraio. Nella messa si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi. Secondo la legge di Mosè ogni primogenito maschio del popolo ebraico era considerato offerto al Signore, ed era necessario che dopo la sua nascita i genitori lo riscattassero con l’offerta di un sacrificio. Inoltre, secondo la stessa legge, una donna era considerata impura del sangue mestruale, indipendentemente dal fatto che il nuovo nato fosse il primogenito o no: l’impurità durava 40 giorni se il figlio era maschio e 66 giorni se era una femmina. Ai tempi di Gesù era previsto che 40 giorni dopo la nascita avvenissero simultaneamente l’offerta del primogenito e la purificazione della madre, come in effetti Maria e Giuseppe fecero, secondo il vangelo di Luca. Da qui la festa del 2 febbraio, che cade 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno in cui si celebra la nascita di Gesù. Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l’Epifania) e la denominazione di “Candelora”, deriva dalla somiglianza del rito del lucernario, le fiaccolate rituali che già si facevano nei Lupercali, antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio. La somiglianza tra questa festività pagana e quella cristiana non è solo nell’uso delle candele, ma soprattutto nell’idea della purificazione: nell’una relativa all’usanza ebraica e nell’altra riguardo alla “februatio” da Februe che erano le espiazioni. Ancora un indizio sull’origine del nome del mese di Febbraio. Il giorno successivo, il 3 febbraio, si celebra la memoria di san Biagio, nella quale è tradizione, in alcuni luoghi, compiere una benedizione della gola con le candele benedette il giorno precedente, poiché, tra i miracoli che sono stati attribuiti a questo santo, figura anche il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce; per questo motivo, nell’iconografia san Biagio viene spesso rappresentato con candele. Esistono molto detti popolari associati a questa festività. In sostanza si ribadisce che in caso di maltempo in questo giorni l’inverno non è ancora passato. A Trieste dicono: Se la vien con sol e bora de l’inverno semo fora. Se la vien con piova e vento de l’inverno semo drento. In Puglia, invece, la tradizione associa il bel tempo nel giorno della Candelora alla continuazione dell’inverno. “A Cannëlôrë, ci non nevëchë e non chiovë, a Vërnët non è fôrë”
Paolo Giannetti ⚓