Francesco D’Assisi: il Maestro della Decrescita!

Ph dal film "Fratello Sole, Sorella Luna
Ph dal film “Fratello Sole, Sorella Luna

Quando nel 1972, nelle sale cinematografiche italiane uscì Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli, io ero poco più di una bambina e poco meno di una ragazza, ma questo non m’impediva di possedere già una personalità ben definita che trovava nella vita e nelle scelte di Francesco degli elementi che avrebbero caratterizzato anche la mia vita.

Quel film lasciò un segno forte su di me: già da allora, un vago senso d’inquietudine mi diceva che la felicità dell’Essere doveva risiedere altrove che nell’abbondanza di beni materiali, oltre la ricchezza, oltre il denaro.

Magari in un posto che a quel tempo non sapevo si chiamasse Anima. In un Universo dentro e fuori di noi che ci vedeva una sola cosa.

Il momento in cui Francesco si denudò dinanzi all’attonito padre e alla folla sgomenta, io sussultai di gioia e come lui forse mi sentii libera, una libertà dettata dal più incondizionato amore per Cristo e i suoi insegnamenti che forse nulla avevano a che vedere con la visione della Chiesa cattolica d’allora. Lo spogliarsi dai propri abiti da parte di Francesco, era il simbolo della messa a nudo della propria essenza, mettendola a servizio dell’Amore: vero motore spirituale.

Francesco aveva appena 24 anni quel giorno di febbraio dell’anno 1206. Si spogliò delle vesti accogliendo la povertà totale, per abbracciare una ricchezza molto più alta e assoluta che ancora oggi la Chiesa cattolica vuol condurre alla propria fede.

Quel gesto oggi sarebbe inadeguato. Dobbiamo essere onesti nel dire che nessuno di noi, in questo tempo e in questo mondo potrebbe rinunciare a tutto volontariamente per abbracciare la povertà assoluta.

Portando quel gesto così significativo ai nostri tempi e ai nostri bisogni, mi sento di proclamare simbolicamente Francesco D’Assisi il protettore incondizionato della necessaria “Decrescita” contemporanea! Ricordando oggi San Francesco, potremmo provare ad apprezzare sul serio e in modo non occasionale tutto quello che abbiamo. E scoprire cose che non riusciamo a vedere con i soli nostri occhi.

LD’A.

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L’IMPORTANZA DI NON CHIAMARSI GIUDA…ISCARIOTA

Immagine di San Giuda Taddeo nella Chiesa di San Salvatore in lauro, Roma
Immagine di San Giuda Taddeo nella Chiesa di San Salvatore in Lauro, Roma

Premettendo che i Santi altro non sono coloro i quali oggi è più consono chiamare Maestri Ascesi, e premettendo che ognuno di questi Maestri possa o voglia avere la missione di aiutare, sostenere, guidare altre Anime, ancora incarnate e in Terra per evolversi, oggi voglio scrivervi di San Giuda, dolcissimo amico che in meditazione mi ha preso per mano e invitato a “danzare la vita”.
San Giuda?!?
Come, quello che ha mandato in croce Gesù Cristo…il traditore per eccellenza, quello che oggi può essere solo il santo protettore di tutti gli infedeli?
No, quello era Giuda Iscariota. E faceva parte di un disegno ineluttabile e stabilito forse dallo stesso Dio, quindi già prendersela con lui è fuori luogo, oltreché contrario al concetto di perdono cristiano.
Tuttavia, l’immaginario collettivo lo ha condannato per tradimento e non lo ha perdonato nemmeno sapendo che impiccandosi si era già autopunito.
Di questa fama nefasta e greve per l’Iscariota, ha parzialmente subito delle conseguenze il mio San Giuda, che tra gli Apostoli era il Taddeo, anche imparentato per parte di padre con Gesù, essendo figlio di Alfeo, fratello di Giuseppe, dunque cugino di Gesù, nonché fratello di Giacomo il minore, altro noto Apostolo. La madre, per amore di parità di genere, era Maria di Cleofa.
Per questa mancanza di conoscenza popolare, San Giuda Taddeo, sembra più disposto ad ascoltare le suppliche dei disperati, e non ha certo problemi a farsi conoscere se uno di questi non ha avuto successo con Santa Rita, per esempio.
Io l’ho conosciuto in uno dei modi più piacevoli che conosco per passare il mio tempo libero: leggere.
E’ con un libro decisamente giallo e appassionante che San Giuda è entrato prepotentemente nella mia vita e vi è rimasto: XY, di Sandro Veronesi, che meriterebbe un articolo a parte per la passione che innesca nei cuori e molto altro, per esempio il modo originalissimo, unico direi, con cui tratta uno degli argomenti più discussi dal genere umano: il male.
La storia di Veronesi è ambientata proprio in un paesino immaginario dell’alta Val Di Non, in Trentino e si chiama, appunto, Borgo San Giuda. E’ quasi naturale dunque che tutto il paesino in questione veneri San Giuda Taddeo.
Ora, per questa sua mancanza di notorietà, di certo ha più tempo per noi umani, e vi assicuro che oggi si trova in cima alle classifiche cattoliche di Santi che si occupano di cause “impossibili”.
Al di là della mia innata vena ironica, io so che colui il quale un tempo era chiamato Giuda Taddeo, Apostolo del Cristo, autore dell’apocrifo Vangelo di Taddeo, si manifesta ai casi disperati, quando davvero ne hanno bisogno.
E’ con immensa gioia che ho proseguito le mie ricerche su di lui, e l’ho “visto” anche durante le mie due sedute di IADC Therapy con il Dott. Claudio Lalla. Mi ha preso per mano, conducendomi, e dicendomi, appunto, “danza la vita”. Lui sa che di danzare con leggerezza ho davvero bisogno.
Che meditino dunque i casi impossibili.
Le reliquie di San Giuda Taddeo si trovano a Roma, nella Basilica di San Pietro.
Giuda Taddeo è morto, presumibilmente il 28 ottobre del 70d.C., trafitto da lance e colpito da mazze, in Persia, dopo aver fatto convertire al Cristianesimo oltre 60.000 persone.

LD’A.

Operatori di Luce: Gli SpiritualMENTI

Falsi Maestri 1

Mai come adesso sento il bisogno di dire basta a questa follia collettiva che c’invade. Solamente follia? Aggiungerei molte altre parole-concetto: distrazione voluta o naturale. Mancanza d’andare a fondo di ogni fatto che accade intorno a noi. Pigrizia collettiva o individuale. Zero compassione. Mancanza di disciplina nel fare le cose e continua tendenza a rimandarle senza riconoscere che NON vogliamo farle.

E naturalmente Egoismo dilagante, dilaniante e distruttivo di qualunque forma di spiritualità.

Milioni di domande che ci affliggono e molteplici sentieri che oggi più che mai  – chi ha davvero sete di Spiritualità –  vede chiaramente se luminose oppure oscure. Purtroppo, da molte testimonianze, ho compreso che una grande parte di umanità continua a non riconoscere il buio come unica possibilità di luce, ma se ne lascia avvolgere l’Anima.

La maggioranza delle persone non sa riconoscere la verità, qualunque cosa o fatto riguardi. Alcuni per loro stessa ammissione, altri per totale mancanza di discernimento inconsapevole o arrogante.

L’offerta di allettanti promesse fuori è molteplice e ramificata come un albero infinito e il disagio interiore e materiale di molti di noi è dilagante. Soprattutto, la tristezza visibile. Lo comprendo bene perché decisamente la mia storia è la storia della maggioranza di noi e prima di comprendere che l’essere particelle Divine comporta una trasformazione faticosa e al di là della misurazione del tempo, ci mettiamo a volte troppo tempo. Ci stanchiamo, leggiamo di “grandi” mutamenti di noi “umani in divenire”, leggiamo di trasformazioni incredibili attorno e dentro di noi in allineamento con il Globo terrestre e tutto l’invisibile e aspettiamo, aspettiamo…

Cosa?

In molte descrizioni ci riconosciamo ed entusiasmiamo perché non ci sentiamo più soli, almeno per il tempo di scorrere scritti che non siamo nemmeno più in grado di leggere fino alla fine. Meglio i video, meno fatica, corriamo tutti a guardare, che importa se da sempre la costruzione d’immagini ad hoc sia stata definita un potere?

E poi non arriva alcun risultato; ma che genere di risultati? Non sappiamo nemmeno cosa veramente stiamo cercando a parte la risoluzione dei nostri problemi che spesso, sempre più spesso sono grevi, gravi, reali, pesanti e devono essere risolti NELLA materia e non al di là di questa, perché nel qui e ora siamo materia e dobbiamo fare i conti con i conti, il cibo, il procurarsi non solo il necessario….ma anche quanto crediamo ci spetti per diritto di nascita.

Sono d’accordo. Non ho mai creduto che Dio voglia vederci contriti dalla Mancanza e dalla Tristezza. Ho sempre pensato a un Dio gioioso che la pesantezza della religione cattolica ha certamente trasformato in un Dio a cui offrire solo penitenza e dolore.

Tuttavia la gioia dipende da noi. E’ generata da altra gioia.

Siamo il risultato di non essere stati noi stessi per troppo tempo. Confusi da una Spiritualità di sicuro resa troppo greve e triste dal bigottismo cattolico abbiamo cominciato a porci molte domande che la Chiesa non è stata in grado di fornire. Oggi però è altrettanto vero che le risposte sono troppo spesso oscurate dal comportamento altrettanto deprecabile di troppe figure di un’obsoleta New Age iniziata addirittura nei lontani anni sessanta e degenerata ormai in una macedonia d’ingredienti incompatibili.

Non vi è alcun dubbio che la maggioranza di noi ha bisogno di aiuto, di sostegno, di guida. Ed è altrettanto indubbio che ancora oggi e forse oggi più che mai in troppi navighiamo in un mare in tempesta. L’offerta di guide, maestri, operatori di luce, consulenti energetici e mental coach è aumentata in modo appropriato alla nostra domanda, ma molti fluttuano in una luce che non di certo è quella interiore, ma una luce abbagliante che acceca.

Fatto sta che la ricerca di risposte oggi ha troppa fretta ed è facile trovare i maestri sotto i riflettori dei social.

Non sai chi sono, per inerzia non poni domande, spesso li trovi nell’elenco degli amici dei tuoi amici e ne diventi amico a tua volta. Forse alle spalle hanno un corso di Reiki o qualche altro corso dal nome accattivante, e poi sono lì, facili da contattare, con milioni di Likes che non sono una garanzia, e dietro ai quali vi è un gesto automatico che ormai si è impossessato del 99 per cento degli abitanti del Pianeta come un tic collettivo.

E dunque li contatti perché sei affamato di soluzioni, e non di spirito, e loro ti aiutano, qualunque sia il tuo problema, e alla prima seduta sei felice perché con la dialettica che posseggono come unica dote naturale sono in grado di non parlarti di soluzione ma di fartela intravedere. Non ti avvertono di quanto lungo e difficile sarà il percorso che dovrai affrontare, il tuo intervento sembra minimo perché ci sono loro, che oggi mi vien voglia di chiamare

SpiritualMenti

Certamente Spiritual-oriented, impapocchiano sapientemente un pizzico di quasi tutte le teorie attuali sulla spiritualità enfatizzando soprattutto il tuo stesso potere di attrarre tutto ciò che vuoi, ma non sono affatto provvisti di quella spontanea attitudine spirituale interiore che quando esiste ti travolge d’amore infinito. E mentono spudoratamente sapendo di mentire.

E’ facile riconoscerli, ma se proprio non siete in grado di farlo, puntate a riconoscere le altre infinite figure di riferimento dell’aiuto terreno: sono moltissimi anche in questo caso, sarà meno facile trovarli, ma di una cosa potete stare certi: la prima cosa che vi diranno è che la vera risoluzione dei gravi problemi che ci assillano siamo noi stessi.

LD’A.