Preferisco i limoni

Non vi è nulla di male nel celebrare. Celebrare le Donne, i papà, le madri, i nonni, lo sterminio degli ebrei da parte di un folle, la presunta data di nascita del Cristo, l’amore sentimentale…
Nulla di male nel celebrare per fare festa, per ricordare qualcosa di bello oppure, per ricordare qualcosa di orribile perché mai più possa ripetersi.
In molte di queste celebrazioni tuttavia, c’è una grande voglia dell’ego di molti esseri umani di voler celebrare per autocelebrarsi. E forse la “Festa della Donna” è una delle migliori occasioni per farlo.
Siamo ancora investiti e inondati da articoli e servizi giornalistici. Meglio se di donne professioniste a cui non frega quasi mai un’emerito nulla delle altre donne che soffrono davvero e pesantemente. Quanta comprensione ed empatia verso la sofferenza delle consorelle massacrate, picchiate e uccise!
Hanno messo su informazioni cercate accuratamente da chi lavora sul serio e con un perfetto trucco di scena piangono con le donne sorelle più sfortunate, protagoniste per qualche ora e dimenticate poi quasi per sempre. Di nuovo.
Greve, grave che le donne soffrano ancora di cose di cui si parla da tempo oltremodo lungo. Tuttavia, questo spettacolo è ancora più indecente, perché se ne parla ancora e sempre e non finisce mai la sofferenza che c’è dietro.
Ci sono milioni di donne che soffrono terribilmente.
In silenzio.
Da sole.
Abbandonate da chiunque voglia apparire per se stesso e mai davvero per loro.
Chissà quante di loro hanno chiesto aiuto e nessuno sa che non sono state ascoltate, prese in considerazione, accolte. Nessuno sa che sono state dimenticate quando magari prima osannate.
Donne che vivono la loro vita con la gioia di un sorriso di un figlio a cui vorrebbero dare molto più di quel che possono e che hanno scelto la vita per lui. Anche quando avrebbero voluto piuttosto andarsene.
Donne il cui coraggio è la vita quotidiana dove continuano a essere sole, malgrado le celebrazioni e le luride montagne di mimose recise che quando seccheranno lasceranno solo particelle di polvere gialla ovunque come un veleno che s’insinua nei polmoni.
Sono le donne senza lividi da mostrare.
Queste donne sono innumerevoli e vorrebbero di certo che la Giornata Internazionale della Donna fosse eliminata dal calendario.
Quando non ci saranno più celebrazioni, questo numero infinito di donne avrà vinto!
Lucia DAleo©Divago

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