E ancora sulle parole: quando sono i ferri del mestiere.

Ho scritto sul silenzio. Quando è usato a sproposito e distrugge o crea, quando lascia presupporre, o ancora quando elimina opportunità.

E ho scritto della purezza delle parole, quando scevre da qualunque condizionamento puntano dritte al cuore o quando, al contrario, sono scelte per creare ferite che possono rimarginarsi mai.

Non potevo dimenticare le parole quando sono strumenti di lavoro.
Non quando creano romanzi poco riusciti, racconti banali e noiosi, relazioni ridondanti ma utili in qualche modo a qualcuno. No.
Quando diventano bisturi usati male che affondano nell’anima delle persone uccidendole, infamandole, cambiando loro la vita per sempre.
Quante volte le parole hanno distrutto esseri umani? Quante volte l’infamia, la beffa, le bugie hanno portato anche al suicidio?
E quanto la manipolazione dialettica e a volte necessaria ad alcune professioni dirotta le vite dei nostri simili?
Milioni e milioni di volte, da sempre e oggi di più.

In cammino per la ricerca della Spiritualità globale, oggi ancora mi soffermo sull’uso delle parole, in grado a volte, di trasformare per sempre le vite dei nostri simili.
La verità delle persone stritolata e manipolata dalla necessità di “guadagnarsi il pane”.

Quanto le parole oggi viaggiano alla ricerca della verità? Quanto può essere trasformata la verità, invece, da chi deve necessariamente proporre un vero inesistente?

Questa è una sfida grandiosa ma molto ardua. Guardare oltre e comprendere che un’azione massiccia andrà comunque a nostro vantaggio per molti e troppi di noi è davvero impossibile. E costoro hanno tutta la mia comprensione.

Io per prima ho visto tantissimi dei miei scritti diventare illeggibili dopo la revisione delle varie mani che dovevano controllarne la veridicità e appunto, se fosse stato troppo vero a volte censurarne delle parti.

Pensate a quello che ci circonda. Discorsi e notizie preparati da persone che come me per anni hanno visto trasformare o nascondere la verità.
Bombardati da milioni di notizie di cui mai, mai avremo certezza di verità.

E un Avvocato: cerca la verità? Sempre e comunque? Come si comporta se la intuisce e non gli piace? Se deve comunque difendere il suo cliente? E se peggio ancora non la intuisce né comprende? Categoria professionale che ha in mano la vita della gente. Possono generare situazioni inesistenti, salvare persone colpevoli o distruggere degli innocenti. Le prove? Negli appassionanti film dove l’immagine della giustizia è a sua volta non reale.

Pensate quanta verità occultata per portare a casa il pane quotidiano.

Non smettiamo mai di essere noi stessi. Non le maschere che portiamo. Noi stessi, dico. Quelli che per conoscersi hanno impiegato buona parte della vita e ancora hanno dei dubbi. Quelli che hanno latente conoscenza di una caratteristica precipua, che appare e forse non ci piace, quelli che però con il passare del tempo e del viaggio si riconoscono e cominciano a ricevere informazioni che compongono disegni mirabili per sé stessi e per gli altri compagni di viaggio.
Diamo ascolto alla parte di noi che è la più profonda essenza di quello che siamo davvero: esseri speciali che hanno dimenticato molto e molto.
Abbiamo accumulato ferite a dismisura e registrato informazioni di dolore acerbo, difficile, di varia natura, da vari mondi, da troppe situazioni che noi stessi volevamo sperimentare, ma così tante che abbiamo ricoperto l’Anima di strati e strati e non ricordiamo più la purezza e la meraviglia d’essere parti di Dio stesso, creazioni nate dalla sua incontenibile gioia di moltiplicarsi.
A Sua immagine. E sperimentando la sua essenza primordiale.
A Sua Immagine.
E in questa vita, in questo momento, che sia la Sua immagine, la Nostra vera.
Se solamente comprendessimo quanta manipolazione compiamo prima su di noi e poi forse sugli altri e gli altri su di noi e sulle cose e su tutto quanto ci circonda…è così difficile vedere la verità se non la difendiamo con la nostra essenza. Abbiamo il dovere di Essere noi stessi, perché da ogni cosa nasca Amore incondizionato e perdono e trasformazione della vita stessa.

E che sia più doveroso il compito d’essere vera Essenza di luce per chi, soprattutto, ha scelto le parole per mestiere.

LD’A

One comment

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  1. Le parole hanno un peso specifico, perché ci sono sinonimi? Perché ogni sinonimo, inserito nel suo contesto, dà un peso al contesto stesso.
    Chi si sofferma sulla singola parola? Pochi. Chi si incuriosisce su una parola?
    Perché chi usa un dizionario ampio viene “apostrofato” e molte volte tacciato? La rabbia degli ignoranti permette la diffusione della bugia, della “mancata verità”. Il voto è dato purtroppo a tutti, e a troppi manca l’umiltà di riconoscere la propria inadeguatezza a decidere il benessere dell’essere umano.